Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Murano

Epigrafi ai negozi, mobilitazione delle partite iva: «Noi non riapriamo»

Scoppetta: «Senza turismo straniero ripartiamo per chi? Noi in attesa che le promesse divengano fatti»

Non solo riaperture ma anche proteste lunedì 18 maggio, come quella delle partite Iva a Venezia e a Murano, mobilitate con delle epigrafi alle saracinesche e vetrine chiuse dei negozi, simbolo «di morte delle nostre attività. L'unica associazione che ha organizzato questo evento siamo noi - si legge nella nota di Salvatore Scoppetta - Siamo un gruppo nato alle prime ore della pandemia. Abbiamo collaborato con le istituzioni, ci hanno detto che gli aiuti sarebbero arrivati. Noi abbiamo sperato, perché siamo gente per bene, educata, ligia alle regole. Ma il tempo è passato. Lo Stato non sta rispondendo con fatti al suo popolo che sta morendo. Ora ci chiedono di riaprire, ma riaprire per chi?».

Il turismo

Il turismo al momento latita, spiega l'associazione nella nota, «soprattutto quello straniero: noi non solo non possiamo aprire ma non vogliamo. Sì perché noi amiamo gli italiani ma purtroppo sono nostri fratelli e si ritrovano lo stesso padre incapace - accusano - come noi non hanno i soldi per comprarsi cose superflue. Perciò noi non apriremo finché il mondo non tornerà normale, non riapriremo perché sarebbe inutile finché il turismo non riprenderà il suo solito tran tran, non riapriremo per dare l'80% del guadagno allo Stato», lamentano contro la fiscalità alle piccole attività.

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