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Muore e lascia al Patriarcato un patrimonio da quaranta milioni

Un'anziana del Pordenonese ha deciso di affidare in buone mani sedici fabbricati e 56 terreni: "Tutto sia destinato ai giovani e alla povera gente"

Muore a 92 anni e lascia tutto al Patriarcato di Venezia. Ma non poca roba. Anzi, il patrimonio di un'anziana residente a Caneva, nel Pordenonese, è di quelli in grado di far girare la testa. Per far sì che tutto finisse in buone mani la donna ha disposto che gli immobili, che tutti insieme valgono circa 40 milioni di euro, finissero nelle mani della Chiesa.

Ora toccherà alla Curia lagunare accettare o meno il lascito. Si tratta di sedici fabbricati e 56 terreni, che secondo le volontà della donna devono rimanere agricoli. Che non ci si costruisca nulla. Devono essere spazi a disposizione dei giovani. Per quanto riguarda gli immobili, disseminati tra le province di Padova, Mantova e Pordenone, dovranno essere destinati ai poveri.

"La procedura di accettazione è già attivata e in corso - spiega la Diocesi in una nota - obbligatoriamente con beneficio d'inventario e soggetta anche alle previste e necessarie autorizzazioni canoniche. Il patrimonio derivante dall'eredità non viene affidato al Patriarcato di Venezia perché ne faccia libero uso - rileva la Diocesi - ma secondo la forma di una 'fondazione non autonoma' e con vincoli precisi e strettissimi stabiliti dalla stessa signora. Il lascito non potrà essere utilizzato genericamente per poveri, tossicodipendenti, attività scolastiche o formative, ma dovrà essere espressamente finalizzato a sostenere e favorire il percorso di vita, gli studi e l'avviamento professionale di giovani meritevoli e in stato di necessità".

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