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Esami per la patente superati con telecamere e auricolari: nuove denunce e licenze ritirate

Coinvolti sia italiani che stranieri, la polizia è arrivata a una ulteriore autoscuola con sede a Castelfranco. Tutto era partito da un'autoscuola con sede a Oriago di Mira

Le indagini dell'anno scorso sulle autoscuole in cui gli esami per la patente erano falsati (e che avevano individuato in un 60enne di Mira la "mente" dell'organizzazione) erano solo l'inizio: nuovi approfondimenti della polizia stanno portando anche in questi giorni a denunce e revoche nei confronti di persone che hanno partecipato a vari titoli ai meccanismi fraudolenti con cui venivano rilasciate le licenze di guida. A cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017, sentiti vari destinatari di misura restrittiva, è emerso tra l'altro il coinvolgimento di un'altra autoscuola con sede a Castelfranco (Treviso): il titolare, M.P., cinquantenne residente a Riese Pio X, è risultato complice di M.S., di Vigonovo, autista e procacciatore di candidati. Grazie anche all'aiuto di quest'ultimo il trevigiano avrebbe fatto iscrivere alla sua autoscuola cittadini stranieri (prevalentemente cinesi) nonostante fossero incapaci di parlare in italiano. Dopodiché, in cambio di denaro, li aiutava a superare l'esame di teoria.

Inoltre nelle prime settimane dell’anno sono stati individuati altri esami truccati (una decina), ulteriore conferma dell'ampiezza del "giro", sempre con le solite modalità: telecamerine e auricolari per passare le risposte. Anche per queste persone sono state avviate le procedure per il ritiro prodromico alla revoca della patente. Come già effettuato in provincia di Venezia, stessa segnalazione è stata inoltrata alla provincia di Treviso per quanto riguarda la posizione dell'autoscuola di Castelfranco. Le indagini, affidate alla polizia stradale di Treviso, proseguono.

In tutto finora sono 41 le persone destinatarie di avvisi di garanzia. L’indagine, durata più di un anno, ha portato allo smantellamento di un’organizzazione criminale capillarizzata sul territorio veneto e lombardo. Le risposte erano fornite ai partecipanti tramite microtelecamere e microauricolari occultati posizionati sul loro corpo: in cambio le autoscuole ottenevano un lauto compenso in denaro, tra i 2mila e i 3mila euro per ogni candidato. Un’associazione a delinquere i cui ruoli sono risultati ben delineati, tanto più che nei confronti degli interessati l’autorità giudiziaria il 3 ottobre scorso aveva emesso 10 provvedimenti restrittivi, tra cui 4 ordinanze di custodia in carcere e 4 di disposizione degli arresti domiciliari.

In particolare erano finiti in carcere U.C. di Mira, 60 anni, titolare di diverse autoscuole con sedi nel Veneziano; F.J., pakistano 35enne residente nel Bresciano, tecnico delle installazioni di microtelecamere e microauricolari, M.S., 61enne residente a Vigonovo, autista e procacciatore di candidati; e I.P., begamasco, 68 anni, anche lui procacciatore di clienti che avevano difficoltà di conseguire la patente per i mezzi pesanti. Ai domiciliari U.C., socio di un'autoscuola di Mestre, e altri tre. Obbligo di dimora invece per 2 presunti componenti del gruppo. La Città metropolitana di Venezia aveva revocato le autorizzazioni all’attività per le autoscuole appartenenti a due società distinte.

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