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San Marco Guardians (archivio)

San Marco Guardians (archivio)

I Guardians se ne vanno da San Marco: "Tra una settimana la piazza in mano agli abusivi"

L'associazione San Marco: "Non c'è sicurezza su fondi futuri, il Comune ci aiuti. Si pensi ad app o sms automatici per il decoro". Tra i "cafoni" chi si è tagliato le unghie vicino la basilica

"Che servano è sotto gli occhi di tutti. Sono pronto a darmi malato la prossima settimana, quando la piazza tornerà in mano agli abusivi". E' un bilancio in chiaro scuro quello sull'operato dei San Marco Guardians durante l'estate che si è conclusa da poco più di un mese. Perché le cose belle, come recita il detto, devono sempre finire e in questo caso non si sa nemmeno se tra 12 mesi ci saranno ancora gli "angeli del decoro" a San Marco. "I centomila euro necessari per il servizio quest'anno li ha messi Costa Crociere - ha spiegato il presidente dell'Associazione San Marco, Alberto Nardi - sul futuro non abbiamo certezza".

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Al Caffé Florian c'erano tanti Guardians, i quali hanno voluto raccontare la loro esperienza. C'era anche l'assessore al Turismo, Paola Mar, cui Nardi ha rivolto il desiderio che "il Comune si faccia garante del progetto. Per avere la sicurezza che sia duraturo e costante. Non dico che debba mettere risorse proprie, ma che ci metta almeno il cappello. Sarebbe un grosso passo avanti". L'assessore non si è sottratta. Anzi, ha rilanciato: "Il prossimo anno non avremo le sanzioni del patto di stabilità e assumeremo 70 vigili urbani. Non per stare in ufficio, ma per strada. A Mestre come a Venezia. Con numeri del genere si può pensare a un'organizzazione diversa, trovando connessioni con iniziative di questo tipo. Ma non posso promettere niente. Dobbiamo far sì che chi viene qui sappia che questa è una città fragile che va amata, invece spesso diventa un facile palcoscenico per chiunque abbia intenzione di rendere la propria azione virale".

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Informazione ed educazione: due concetti che spesso vanno di pari passo e che potrebbero viaggiare più velocemente attraverso le nuove tecnologie. "I cartelli in piazza non li legge nessuno - ha sottolineato Nardi - sono attaccati ai cestini dell'immondizia. Meglio pensare a video ad hoc ben visibili agli ingressi della città come anche negli alberghi della gronda lagunare o sulle navi da crociera. Perché se alla gente spieghi i motivi per cui non ci si può sedere in piazza San Marco (che sembra costruita apposta per favorirlo) allora si alza. Allo stesso modo secondo me una soluzione più ficcante potrebbe essere accordarsi con le principali compagnie telefoniche in modo che, nel momento in cui qualcuno entra a San Marco, riceva sul cellulare un messaggino con i divieti da rispettare. Sul fronte dei venditori abusivi, poi, ancora c'è molto da fare. Solo lunedì sera erano numerosi a vendere dardi luminosi. Lì servono le multe, ma vere. Anche per chi compra. Venite a vedere come sarà la piazza la prossima settimana".

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Gli esempi del "turismo cafone", poi, non mancano. "I peggiori sono i visitatori italiani - dichiara una delle San Marco Guardians - vengono anche in giornata da altre città e pensano che tutto sia possibile. Mi dicevano 'io pago le tasse', 'chi lo dice  che non posso, tu?'. Frasi del genere. Alcuni sono stati molto indisponenti e maleducati, di fronte comunque a una donna di 20 anni. I vigili ci hanno dato una grossa mano nei casi più difficili. Solo ieri (lunedì, ndr) uno degli esempi in cui si è toccato il fondo. Come può venirti in mente di tagliarti le unghie a due passi dalla basilica?".

I pic-nic, poi, ormai non si contano più. Tra tovaglie e cibi precotti. "C'è da dire che grazie a vari servizi delle tv estere abbiamo avuto molta visibilità - racconta Gaia, una "veterana" del servizio che si prodiga per il decoro della piazza da 3 anni - alcuni turisti ci riconoscevano e subito si comportavano bene. Col sorriso sulle labbra. Dobbiamo lavorare per una maggiore visibilità, sfruttando il potenziale virale dei social network". Tra gli "angeli" diversi giovani di origini straniere, in modo da parlare lo stesso idioma del "visitatore maleducato" e fargli capire come comportarsi. Oltre che in francese, inglese, tedesco e spagnolo, c'è chi ha parlato in iraniano, in turco, in albanese e in moldavo. Tra loro anche alcuni studenti dell'istituto Barbarigo, che per alcuni crediti formativi si sono destreggiati tra lingue straniere e contatto con i turisti. Una collaborazione che si spera possa allargarsi ancora di più: "Sull'alternanza scuola-lavoro - ha dichiarato l'assessore Mar - possiamo puntare molto. Ci stiamo ragionando. Perché piazza San Marco ti mette alla prova di fronte al mondo intero. Può essere una grande palestra di vita".

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