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Il giallo del tombino: nascosto all'interno spunta fuori l'esplosivo

Il ritrovamento mercoledì in un comune del Mestrino. Indagini in corso per capire se si trattasse di un avvertimento o di un nascondiglio

Un giallo su cui le forze dell'ordine stanno cercando di far luce. A cosa sarebbe servito quell'esplosivo? Non è ancora chiaro con precisione quale sia l'effettivo materiale che mercoledì è stato trovato in un comune dell'hinterland mestrino. Il tutto era nascosto sotto un tombino, a poca distanza da un cantiere. Gli inquirenti si sarebbero imbattuti per caso in quel materiale. Fatto sta che una volta che la segnalazione ha raggiunto gli investigatori, quest'ultimi hanno avviato gli accertamenti per cercare di capire a chi possa essere servito quel "materiale esplodente" posizionato sulla pubblica via.

Tanti i punti di domanda cui tentare di rispondere. Inevitabile che si possa pensare a un qualche avvertimento, anche se nelle vicinanze non ci sarebbero obiettivi sensibili. Un'altra opzione sul tappeto è che qualcuno abbia nascosto il materiale per poi andare a recuperarlo nel momento in cui ne avrebbe avuto bisogno, magari per qualche scorribanda criminale. Non sarebbe la prima volta, per esempio, che nel nostro territorio vengono sequestrate cariche esplosive di bande specializzate negli assalti ai bancomat. Per esempio nei mesi scorsi un'operazione dei carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia di Chioggia disarticolarono un'organizzazione che era riuscita a rifornirsi di esplosivo da cava, poi nascosto nei campi a cavallo tra il territorio clodiense e quello rodigino.

Anche se appare meno probabile la pista dell'avvertimento, per ora le indagini continuano anche in quella direzione. Del resto in fatto di molotov e scritte sui muri il passato recente veneziano ha potuto contare diversi casi. Non ultimo l'intervento della Digos di qualche settimana fa in quel di Fornase, località di Spinea, dove qualcuno tentò di causare un principio d'incendio attraverso un paio di mootov lasciate a lato della linea ferroviaria dell'Alta Velocità. Poi si scoprì che era stata la marachella di due minorenni che per trascorrere il pomeriggio si erano inventati un modo del tutto fuori luogo per ingannare il tempo.

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