Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Cinquecento chili di marijuana a bordo di un gommone: straniero espulso

La Questura di Venezia ha rimpatriato un cittadino albanese dopo averlo preso dai domiciliari. Tra i provvedimenti dell'ufficio immigrazione anche respingimenti di richieste di soggiorno tra cui quella di Moses Osagie, cittadino nigeriano in carcere con l'accusa di aver ucciso la moglie davanti ai bambini il 17 gennaio scorso

Questura di Venezia piazzale Roma

Cinquecento chili di marijuana trovati a bordo di un gommone e una condanna a 4 anni e sei mesi per traffico di stupefacenti. Dopo l’arresto del 2018 da parte della guardia di Finanza di Brindisi è arrivata l'espulsione. Ad eseguire il provvedimento a carico del cittadino albanese, V.S. del 1979, l’Ufficio immigrazione della Questura di Venezia che lo ha rimpatriato come disposto dall’Autorità giudiziaria di Lecce. Lo straniero è stato preso in custodia dalla sua abitazione a Cavarzere, dove si trovava ai domiciliari, e tradotto all’aeroporto Marco Polo di Venezia dal quale è stato scortato fino al rientro in Albania.

Nel corso della prima metà del 2021, la sezione Espulsioni ha eseguito altri 2 provvedimenti di espulsione rimpatriando due cittadini stranieri socialmente pericolosi, di cui uno destinatario di espulsione a firma del ministro dell’Interno. Sono invece 17 gli accompagnamenti ai Centri di permanenza per rimpatri effettuati negli ultimi cinque mesi, su ordine del Questore in esecuzione ai provvedimenti di espulsione: si procede così quando è indisponibile l'aereo per l’immediato rimpatrio o è necessario svolgere approfondimenti per la completa identificazione. Sempre nel primo semestre del 2021, sono stati 118 i provvedimenti di ordine del questore a lasciare il territorio nazionale in esecuzione di provvedimenti prefettizi di espulsione.

Intensa anche l’attività della sezione dell’Ufficio che si occupa dei provvedimenti di rigetto delle istanze di soggiorno presentate da persone socialmente pericolose. Da gennaio a oggi, i rigetti complessivi sono stati 92, dei quali in particolare 13 formalizzati nei confronti di stranieri coinvolti in attività illecite legate al traffico di sostanze stupefacenti e 12 per reati inerenti maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. La Questura, nello studio delle richieste, è tenuta a considerare anche eventuali legami famigliari presenti in Italia, oltre che la situazione reddituale e lavorativa.

Condanne ma anche segnalazioni di reato, soprattutto se accompagnate dall’adozione di misure cautelari disposte dall’Autorità giudiziaria (come l’allontanamento dalla casa familiare) o misure come avvisi o ammonimenti, hanno un peso rilevante per il giudizio di pericolosità formulato dalla Questura. Tra i rigetti, si riscontrano anche casi gravi ed eclatanti come quello nei confronti di Moses Osagie, attualmente in carcere a Pordenone, accusato dell’omicidio della moglie alla presenza dei figli minorenni, avvenuto il 17 gennaio scorso a Concordia Sagittaria.

Per un cittadino ucraino, S.R., autore di minacce ai danni della compagna e della suocera e al quale è stata sequestrata una pistola illegittimamente detenuta, sono scattati l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento alle persone offese, oltre a un ammonimento del questore. Questi provvedimenti hanno portato alla revoca del permesso di soggiorno di cui era titolare e all’immediata espulsione con il trasferimento al Centro per rimpatri di Gradisca di Isonzo (Gorizia), dal quale sarà rimpatriato.

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