Accusato di radicalizzare l'Islam nel Veneziano: espulso

L'uomo, albanese residente a Villorba, era sospettato dalla Digos di radicalizzare la sua religione all'interno delle associazioni di stranieri del Veneziano

Florian Saraci

Era controllato dalla Digos già a partire dal 2017, quando aveva cambiato aspetto fisico, facendosi crescere una folta barba ed era diventato più schivo a lavoro, evitando il contatto con le colleghe donne. Anche in famiglia i problemi erano all'ordine del giorno, in particolar modo con la moglie per motivi religiosi. Tutti indizi che avevano portato gli investigatori a pensare che Florian Saraci, 32enne cittadino albanese residente a Villorba (Treviso), fosse al centro di un processo di radicalizzazione islamica nell'ambito delle associazioni di stranieri del Veneziano. Condannato alla pena di un anno per atti persecutori nei confronti della moglie a febbraio 2019, ieri sera è stato imbarcato su un volo diretto a Tirana dopo che il prefetto di Treviso ha disposto l'espulsione dell'uomo dal territorio nazionale, revocandogli il permesso di lunga durata. L'uomo è stato infatti ritenuto pericoloso per l'ordine e la sicurezza pubblica.

L'attività investigativa

L’attività investigativa della Digos di Venezia ha permesso di riscontrare che parallelamente ad un cambiamento caratteriale, l'uomo aveva mostrato anche una progressiva regressione nei rapporti interpersonali di lavoro, evitando in particolare di relazionarsi con le colleghe se non obbligato, fino a rassegnare le dimissioni nel marzo 2018. Con la moglie i rapporti erano sempre tesi e la donna era giunta a denunciare l'uomo per il reato di atti persecutori. La ragione dei litigi riguardavano in particolar modo la fede religiosa del marito, che costringeva la moglie a frequentare la moschea e ad indossare solo abiti da lui ritenuti adeguati alla religione islamica. Il Ggip del tribunale di Treviso aveva disposto la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di atti persecutori nell’agosto 2018, eseguita dal personale della squadra mobile di Treviso, cui ha fatto seguito la sentenza di condanna.

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Espulso dall'Italia

Considerato attentamente il quadro nel suo insieme, l'ufficio immigrazione della questura di Treviso, su impulso delle questure di Venezia e Treviso, ha proposto al prefetto l'adozione nei confronti del cittadino albanese del provvedimento di espulsione dal territorio italiano. Provvedimento portato a termine, per l'appunto, nella tarda serata di ieri.

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