Estetica, trasporti, moda, tour operator: il danno della psicosi da contatto

Coronavirus nell'artigianato. «Non possiamo permetterci procedure nazionali e regionali sovradimensionate»

Estetista, archivio

Sicurezza e salute, «sì alla cautela, ma con un occhio alla economia. Non possiamo permetterci procedure nazionali e regionali sovradimensionate che inneschino una psicosi da contatto». Ad affermarlo Agostino Bonomo presidente di Confartigianato Imprese Veneto. I primi provvedimenti presi domenica scorsa dalle Regioni Veneto e Lombardia, a firma congiunta con il ministro Speranza, «pur condivisibili, hanno creato un effetto a catena imprevisto che sta portando al blocco totale ed ingiustificato dell’economia», dice Bonomo augurandosi un supporto al sistema Italia «in questa fase congiunturale, sanitaria e sociale». 

Le stime

Le prime stime sugli effetti del coronavirus per l'economia mondiale dell'Upb (ufficio parlamentare di bilancio) dello scorso 10 febbraio, indicano effetti sul pil mondiale compresi tra 0,15 e 0,3 punti percentuali nel primo trimestre 2020. Secondo la rilevazione odierna dell’Ecdc, agenzia dell'Ue per la difesa da malattie infettive, l’Italia è il primo paese europeo per numero di casi di Covid-2019 accertati. Nelle due regioni con il maggior numero di persone colpite, Lombardia e Veneto, nelle quali sono già in vigore provvedimenti nazionali e regionali che limitano la mobilità delle persone e l’esercizio di attività economiche, si concentra il 31,4% del pil nazionale, il 40,5% delle esportazioni, oltre un quarto (25,3%) delle presenze turistiche, un terzo (32,5%) di quelle straniere. Nelle due regioni è localizzato il 29,4% degli occupati delle micro e piccole imprese italiane (pari a 3,2 milioni) e poco meno di un terzo (31,2%) degli addetti dell’artigianato, pari a 836 mila occupati. 

Moda

A soffrire il comparto moda per via del rallentamento della produzione cinese con la conseguente mancanza di semilavorati e materie prime nel comparto. La “psicosi” da contatto che sta bloccando settori, come alimentare, acconciatura estetica ed altri che nulla avrebbero a che fare con il contagio e gli effetti derivanti dall’annullamento di eventi e manifestazioni, non ultime quelle dell’occhiale, del mobile a Milano e della metalmeccanica a Parma, nell'ultima settimana di febbraio, tutto marzo e un pezzo di aprile, significa una perdita del 20-30% delle fiere internazionali. «Ci sono aziende - spiega il presidente della Federazione Moda Giuliano Secco - che hanno ridotto al massimo la presenza del personale in via precauzionale e poi ci sono i grandi gruppi che, dipendendo dalla Cina per l’approvvigionamento delle materie prime e semi lavorati, non ricevono le merci e quindi non hanno lavoro da dare alla filiera. C’è una preoccupazione diffusa in migliaia di laboratori».

Trasporti e viaggi

«Se i nostri mezzi, per lavoro, passano per le aree “rosse”, diventa quasi impossibile scaricare il resto della merce alle destinazioni successive - dice il presidente regionale dei trasporti Nazareno Ortoncelli - . Una visione miope che rischia di bloccare la distribuzione capillare delle merci e mette a rischio gli approvvigionamenti. Da un lato gli autisti del centro sud Italia non vanno al nord per distribuire e dall’altro regioni come la Basilicata mettono in quarantena agli autisti provenienti dalle regioni più colpite».

Daniele Rigato vice presidente della categoria bus operator: «il settore è devastato. Servizi scolasti fermi, gite sospese, qualsiasi evento e manifestazione bloccati. I nostri mezzi sono tutti nei piazzali. A ciò si aggiunge il blocco del lavoro delle agenzie viaggi». «Gli Ncc (noleggio con conducente) sono legati a doppia mandata con il turismo - afferma il presidente regionale Denis Pulita - e i viaggi si stanno riducendo al lumicino. Anche il trasporto d’affari e congressuale è al palo. I viaggi all’estero sono bloccati perché gran parte dei Paesi di destinazione fanno problemi al nostro personale che arriva dal Veneto».

Alimentaristi

«Da venerdì ristoranti, gastronomie, pizze al taglio sono praticamente vuoti – commenta il presidente regionale alimentaristi Christian Malinverni –. Una valanga le disdette che lunedì abbiamo tutti ricevuto in poche ore. A marzo dovrebbe partire la nuova stagione primaverile che, sino all’estate, vale quasi il 75% dei nostri fatturati. Se resta tutto come oggi saranno problemi veramente molto seri per la tenuta dei bilanci. E questo a caduta sta travolgendo tutte le attività alimentari che lavorano con ristoranti e alberghi: dai panifici alle pasticcerie sino alla produzione di salumi e formaggi».

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Estetisti

«È una situazione che non potevamo immaginare provocasse queste conseguenze – dice la presidente regionale area benessere Tiziana Chiorboli – perché se da un lato comprendiamo l’apprensione dei nostri abituali clienti che preferiscono rinunciare ai loro trattamenti di bellezza prefissati, dall’altra sentiamo la necessità di chiarire che sono proprio i saloni di bellezza i luoghi in cui vengono maggiormente rispettate le misure di igiene e sicurezza».

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