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Cronaca Chioggia

Rubano il cellulare e chiedono il "riscatto", in manette per estorsione

Per sfuggire alle continue richieste di denaro di due ragazzi marocchini un chioggiotto era sparito per alcuni giorni. Poi si è scoperta la verità. I malviventi si erano presi più di mille euro

Si erano già accaparrati più di mille euro. Due giovani di origine marocchina, Nouhi Aziz di 18 anni e Lamdarras Aziz di 19 anni, avevano costretto un cittadino chioggiotto a sparire per alcuni giorni per la preoccupazione di essere vittima di un'estorsione. Poi la verità è venuta fuori, e i due malviventi sono finiti in manette.

 

Avevano architettato un piano semplice ma efficace: hanno rubato un cellulare al malcapitato di turno, sapendo che quest'utimo era molto legato a quell'oggetto, e poi hanno chiesto un riscatto per ottenerlo indietro. Minacciandolo. Il derubato è caduto nella trappola, che ormai andava avanti da tempo, e per sfuggire alle continue richieste dei ricattatori aveva deciso di rendersi irreperibile. Gli agenti del commissariato locale hanno vagliato tutte le possibilità, anche le più "tragiche", dopo aver ricevuto la denuncia dai genitori dello scomparso. Poi la verità è arrivata a galla.

Ieri pomeriggio è scattata la trappola: nelle vicinanza della stazione ferroviaria è stato predisposto un servizio di osservazione con agenti in abiti civili, mentre l’uomo ha finto di assecondare l’ennesima richiesta dei due malviventi: non appena il denaro è stato consegnato (le cui banconote erano state precedentemente fotocopiate), i poliziotti si sono qualificati e hanno bloccato i due estorsori. I due giovani sono stati arrestati per estorsione aggravata in concorso, mentre un terzo complice, minorenne, è ora indagato per ricettazione, essendo stato trovato in possesso del cellulare rubato.

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