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Froda il Fisco per 17 milioni, gli sequestrano un palazzo a Rialto

Un imprenditore di Pordenone è finito nel mirino delle Fiamme Gialle. Requisiti 32 immobili e auto storiche. Compresa una proprietà in laguna

La guardia di finanza di Pordenone ha confiscato a un imprenditore di Pordenone 32 immobili, tra cui una villa del '700 e parte di un palazzo nobiliare a due passi dal ponte di Rialto. Le fiamme gialle hanno requisito anche uno yacht di tredici metri e sette auto storiche, tra cui una Ferrari, una Porsche e una MG. L'uomo finito nel mirino, 70 anni, commerciante di prodotti informatici, era già stato denunciato dalla Finanza per una frode fiscale di quasi 17 milioni di euro. Ora è arrivato il "secondo round". Quello in cui lo Stato si riprende ciò che prima gli era stato negato. A fronte della denuncia, infatti, erano state emesse sette cartelle esattoriali. L'imprenditore, secondo le fiamme gialle, per risparmiare sulle imposte si era "spogliato" dei propri beni. Riversati su due fondi patrimoniali.

"Il conferimento dei beni nei due fondi - dichiara la Finanza - formalmente destinati a soddisfare le esigenze familiari, secondo gli intenti dell'uomo sarebbe servito ad impedire la loro eventuale acquisizione coattiva a soddisfazione del credito erariale". Per questo motivo è scattato il sequestro dei beni immessi nei due fondi.

L'imprenditore, a seguito del ricorso presentato al Tribunale di Pordenone, aveva riottenuto indietro auto e immobili, ma solo temporaneamente. La Corte di Appello di Trieste, cui aveva fatto a sua volta opposizione la Procura della Repubblica di Pordenone, lo ha infatti condannato per il reato di "sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte" e ha ordinato quindi la nuova confisca dei beni. Il ricorso in Cassazione del 70enne, infine, è stato respinto. Così i sequestri sono divenuti definitivi.

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