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Lido di Venezia

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Evasione "generale" al Lido: tra Imu e Ici mancano 6 milioni di euro

La Finanza ha controllato concessionari su aree demaniali e alberghi e negozi adiacenti: "La totalità degli immobili risulta non accatastata"

Piano piano arrivano dappertutto. E' da anni che continuano i controlli del reparto navale della guardia di finanza di Venezia nell'ambito dell'operazione "Alcione". A luglio, nel corso di due anni, si sono registrati 124 interventi, di cui 119, quindi il 96 per cento, hanno dato esito positivo. Nel mirino in questi giorni stavolta sono finiti alcuni stabilimenti balneari del Lido di Venezia, compresi gli alberghi fronte mare e le strutture in spiaggia.

Si tratta di costruzioni che sorgono in area demaniale, cosicché le fiamme gialle hanno voluto verificarne la regolarità non solo dal punto di vista fiscale, ma anche ambientale, fiscale e urbanistico. L'accento è stato posto soprattutto sui tributi locali (Ici e Imu) che avrebbero dovuto essere corrisposti negli anni scorsi: dai controlli è emersa infatti un'estesa evasione fiscale. I concessionari non hanno versato il dovuto allo Stato per circa sei milioni di euro, mentre la totalità degli immobili e le aree demaniali non risulterebbero accatastate.

Insomma, una situazione generalizzata di irregolarità difficile da considerare casuale. Nello specifico sono stati controllati sette concessionari demaniali, cui è stato contestato il mancato pagamento negli ultimi cinque anni di Ici o Imu per 2milioni 450mila euro. Dopodiché la lente d'ingrandimento si è spostata sulle società proprietarie di alberghi e negozi su aree private limitrofe a quelle demaniali, ma con "propaggini" all'interno delle zone di proprietà dello Stato. Nei loro confronti è stata accertata una evasione (sempre per lo stesso periodo di tempo) di 3milioni 401mila 490 euro. Il totale è presto detto: ben 5milioni 851mila 490 euro. Si tratta in alcuni casi di "immobili storici" che, dal 2012, con l'avvento dell'Imu, non godono più del trattamento favorevole per il pagamento dei tributi locali.

L’ici era determinata tenendo conto della superficie degli immobili e della tariffa più bassa esistente in zona, che nel caso del Lido risulta essere come quelle di un’abitazione ultrapopolare, senza tener conto della rendita catastale. Nell’ambito delle aree di proprietà privata sono state inoltre rilevate discordanze con la situazione catastale esistente, come orti trasformati in campi da tennis o aree private sommerse diventate da tempo acque lagunari.

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