Cronaca San Marco / Rialto

Storico alimentari di Rialto nei guai: evasione milionaria, maxi sequestro della Finanza

Secondo le fiamme gialle i dipendenti del supermarket battevano tutti gli scontrini, ma l'azienda non dichiarava al Fisco l'Iva. Requisiti conti correnti, terreni e immobili

L'alimentari era di proprietà della famiglia da sempre. Tanto da essere una realtà a suo modo storico nella zona di Rialto. Secondo la guardia di finanza, però, lì da anni la gestione non era del tutto cristallina. Soprattutto dal punto di vista fiscale: si battevano tutti gli scontrini e si registravano le fatture nella contabilità, compilata regolarmente con entrate e uscite, ma non lo si faceva per il Fisco. No, lo si faceva per capire come andasse l'attività. Per imposte e tasse il discorso era ben diverso: l’azienda non avrebbe presentato in più occasioni una dichiarazione dei redditi e dell'Irap complete, non versando poi all'Erario l'Iva regolarmente incassata dai clienti. Una condotta non estemporanea, bensì accertata dai baschi verdi perlomeno per le annualità 2009, 2012, 2013 e 2015. Sarebbe stato in tutto e per tutto un "modus operandi" che avrebbe permesso ai due gestori, padre e figlio, veneziani, di evadere cifre a sei zeri. Entrambi, un 74enne e un 44enne, sono stati denunciati per omessa dichiarazione fiscale.

I gestori sarebbero riusciti a sottrarre a tassazione complessivamente 6 milioni di euro, tra elementi positivi non dichiarati e Iva dovuta o non versata. Incrociando le risultanze dell’analisi delle banche dati con l’attività di controllo economico del territorio, i militari del I Gruppo della guardia di finanza di Venezia si sono accorti che quel supermercato, nonostante battesse tutti gli scontrini, non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi: hanno così avviato una specifica attività ispettiva, eseguita simultaneamente nei diversi punti vendita (c'era un secondo esercizio chiuso di recente), e ricostruito minuziosamente gli incassi e le spese sostenute dall’attività commerciale e le rimanenze di magazzino, giungendo a quantificare in oltre 450mila euro il totale dell imposte dovute. I baschi verdi hanno anche effettuato degli appostamenti in borghese, per accertare di persona quanto stesse accadendo nell'alimentari.

Dopo la richiesta della Procura, il giudice il 4 dicembre scorso ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente dei beni e delle disponibilità finanziarie della società e dei soci dell’impresa: requisiti 8 conti correnti bancari, 7 immobili e 7 terreni, tutti situati in provincia di Venezia, per un valore complessivo di oltre 450mila euro, pari al totale di quanto dovuto al fisco.

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