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L'orgoglio indipendentista a San Marco, la piazza torna scenario per una scritta umana

Per la prima volta celebrazioni istituzionali per il patrono. Campeggia un grande gonfalone del "leon", i partecipanti si dispongono a formare le lettere: "WSM". Polemiche alla vigilia

Per la prima volta le celebrazioni della festa di San Marco sono "istituzionali", con tanto di palco e orchestra della Fenice a omaggiare il patrono della città. Una piazza "per due", nel pomeriggio del 25 aprile a Venezia, ma alla fine è quella dei venetisti la compagine più nutrita. Perché per la prima volta Ca' Farsetti ha deciso di mettere in piedi un programma di eventi per celebrare San Marco, nel salotto buono di Venezia. Così i partecipanti si sono organizzati e, come già altre volte in passato, hanno fatto della piazza una cornice per disporsi a formare con i loro corpi le tre enormi lettere "WSM", Viva San Marco. Dalle 15 l'esibizione dell'orchestra e del coro della Fenice, dopodiché spazio al corteo storico di "Raixe Venete". Il regista della giornata è il consigliere delegato alle Tradizioni, Giovanni Giusto. Intanto Ca' Farsetti ha dedicato la giornata sui propri canali social ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, come il resto delle istituzioni italiane. I due rappresentanti dello Stato, infatti, fanno parte del battaglione San Marco.

Dalla Liberazione all'indipendentismo, però, a San Marco il passo è breve. Il tam tam su Facebook è stato incessante nei giorni scorsi e il meteo clemente ha aiutato a radunare coloro che desiderano la secessione. Centinaia le persone presenti, come negli anni passati. Con una differenza: il tradizionale maxi gonfalone da 12 metri per 24 è "autorizzato" dalle forze dell'ordine assieme alle altre bandiere della Serenissima, ma niente simboli politici (manifestazioni di questo genere sono vietate a San Marco). 

L'ALZABANDIERA A SAN MARCO - VIDEO

Dunque tante bandiere col "leon". Gli slogan più in voga: "Par tera, par mar, San Marco" e "Veneto libero". Tanto più che come relatori della giornata istituzionale ci sono Edoardo Rubini (dell'associazione Europa Veneta) e Renzo Fogliata, quest'ultimo capolista nel 2015 di Indipendenza Veneta. Sul punto si sono levate le polemiche di alcuni consiglieri di opposizione, che hanno sottolineato come il rischio è che la giornata possa diventare una vetrina quasi egemone per i movimenti indipendentisti.

Il sindaco Brugnaro è invece intervenuto al teatro Toniolo di Mestre, alla cerimonia di consegna delle medaglie della Liberazione, manifestazione organizzata dalla Prefettura di Venezia in collaborazione con il Comune. Durante la cerimonia sono stati consegnati dal prefetto, Domenico Cuttaia, e dai sindaci di molti comuni della città metropolitana, i riconoscimenti a quanti si sono distinti per il loro operato durante il periodo della Resistenza. “Un grazie al prefetto per aver organizzato questa cerimonia – ha affermato il primo cittadino – ma un grande grazie soprattutto a quelli che hanno fatto la Resistenza, perché ci hanno lasciato l'immenso bene della libertà”. “La Resistenza – ha proseguito Brugnaro - ha valori profondi, che sono quelli della difesa della libertà, da ottenere con il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri. Oggi viviamo un momento particolarmente difficile della nostra storia, ma possiamo trarre grande linfa dalla Resistenza se pensiamo che sia un valore di tutti, non solo un ricordo nostalgico quanto piuttosto un proposito per il futuro, per costruire una città migliore per noi e per i nostri giovani”.

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