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Una fiera annuale degli artigiani a Mirano: l'idea per dare maggiore spazio al settore

Paolo Favaretto con la sua "Mirano 5.0" lancia l'Expo dell'artigianato locale. "Dalle piccole imprese un grido d'allarme che non va ignorato". Proposto il recupero di capannoni dismessi

Gli artigiani chiedono uno spazio, perché non dedicare loro una fiera? È la proposta di Paolo Favaretto, 55 anni, capolista di Mirano 5.0, che appoggia la candidatura a sindaco di Maria Giovanna Boldrin. Favaretto, artigiano di professione, per dieci anni è stato anche presidente degli autoriparatori della Cgia di Mestre, sotto la guida di Giuseppe Bortoluzzi. «La richiesta dell’associazione artigiani e piccole imprese del Miranese è molto più di un grido d’allarme e va raccolta – afferma – Nelle loro parole ci sono tutte le difficoltà degli imprenditori di quest’area e il Comune deve fare la propria parte».

In particolare, per Favaretto, è necessario destinare al settore economico e produttivo uno spazio per esposizioni e attività promozionali. «È una proposta di buon senso - spiega - come il mondo della cultura anche quello che produce ha bisogno di spazi e visibilità. La nostra idea è quella di organizzare annualmente un expo dei servizi e del lavoro, per mettere in mostra il meglio che il territorio è in grado di offrire e produrre». Una fiera di settore, per far incontrare il mondo del lavoro con i cittadini e avvicinare il Comune ai piccoli imprenditori.

«Mirano è ricca di manifestazioni, ma nessuna è dedicata interamente al mondo dell’artigianato e della piccola impresa. Siamo pronti a collaborare con le associazioni di categoria per allestire una fiera dedicata al meglio dell’artigianato locale, della durata di alcuni giorni, coinvolgendo la piazza e anche alcuni capannoni dismessi. Tutto ciò ovviamente affiancato da una nuova forma di visibilità, anche attraverso internet e i nuovi media, che permetterebbe ai nostri imprenditori e artigiani di promuoversi, mettersi in rete. Una vocazione che forse Mirano non ha ancora pensato di avere, ma che è l’unica in grado di affiancare il mondo produttivo a quello del turismo e della ricettività, creando ricchezza per la città». 

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