Noale, il sindaco Andreotti: «Il focolaio all'ospedale dice quanto il virus sia subdolo»

Si attendono aggiornamenti. «Contagiati pazienti e operatori: alcuni isolati, altri ricoverati al Covid hospital»

Ospedale di Noale, archivio

«Il focolaio di Covid-19 che si è creato al reparto di lungodegenza del nostro ospedale Pier Fortunato Calvi è la conferma di quanto sia subdolo e pericoloso il coronavirus». Così la sindaca di Noale, Patrizia Andreotti, commenta domenica i casi di contagio riscontrati nella città dei Tempesta, spiegando di essere «in contatto con l’unità di crisi Ulss3». Questa volta non è una residenza per anziani ma un reparto ospedaliero a essere colpito dal Covid-19. Proprio quando i dati sui ricoveri e i contagi a livello territoriale, come in tutto il resto del Paese, cominciavano a far ben sperare, con un rallentamento anche dei pazianti nelle Terapie intensive. Proprio mentre si poteva intravedere, alla luce della prima riapertura del sistema produttivo programmata per lunedì 4 maggio, un nuovo inizio.

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Il focolaio

Per Noale l'orologio è tornato indietro. Questo ci dice, scrive Andreotti, «quanto sia importante continuare a rispettare le norme sanitarie, mantenere le distanze, usare le mascherine, i guanti, il gel disinfettante». Il focolaio di contagio, conferma il primo cittadino stesso, «ha coinvolto sia pazienti che operatori sanitari, alcuni asintomatici altri con sintomi». Più di 10 persone, secondo altre fonti, tra loro infermieri, fisioterapisti e almeno un medico che sarebbe stato ricoverato, mentre altri contagiati risulterebbero isolati o trasferiti nel Covid hospital di Dolo. «Mi sono messa in contatto anche con il responsabile della nostra medicina di gruppo per conoscere la situazione - continua la sindaca - . Ad oggi non sono state date indicazioni particolari se non di continuare a seguire le prassi già indicate, ovvero di recarsi agli ambulatori solo previa telefonata al servizio per verifica caso per caso, e solo per situazioni di vera necessità. Nei prossimi giorni rimarrò in contatto con l’unità di crisi Ulss 3 per aggiornamenti sulla situazione».

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