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Fallisce la fondazione per la raccolta fondi anti-cancro

Il Tribunale di Venezia ha emesso la sentenza contro l'Abo. Il ricorso non è andato a buon fine ed ora i debiti sono superiori ai 4 milioni di euro

Doveva essere il fiore all'occhiello della raccolta fondi, ma ora l'Abo è ufficialmente fallita. Come ripora Il Gazzettino, la Spa nata per raccogliere fondi da destinare alla ricerca sul cancro, e trasformatasi in fondazione nei primi anni duemila è stata dichiarata fallita dal Tribunale civile di Venezia ad inizio febbraio.

La realtà con sede in via Torino a Mestre aveva provato a fare ricorso dichiarando che una fondazione non poò fallire. I problemi economici però erano evidenti, tanto che l'istanza di fallimento è stata portata avanti dalla Cassa di Risparmio (ora Intesa SanPaolo).

Il Tribunale ha quindi emesso la sentenza di fallimento, dichiarando che se l’attività è imprenditoriale, è obbbligatorio rispettare le norme che valgono per qualsiasi impresa economica commerciale, e quindi, nel caso, anche risarcire i creditori oppure l'alternativa è fallire. Il parte imprenditoriale, sempre secondo la sentenza, è iniziata quando l'Abo ha creato la Srl Eyh per sviluppare il progetto del macchinario "Plasma Focus". Questa innovativa macchina avrebbe dovuto utilizzare la fusione nucleare contro il cancro, e l'Abo avrebbe voluto commercializzare questa tecnologia per avere degli introiti.

L'Abo quindi è fallita, portando con se debiti milionari. La sola Banca Intesa avanza 2 miloni di euro, mentre in tutto i debiti ammonterebbero a 4 milioni e 127 mila euro, a fronte di un patrimonio netto di poco superiore ai 197 mila euro.

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