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"Mio padre sta incendiando casa": scatta l'allarme, ma è uno scherzo

Ingente mole di mezzi di soccorso a Dolo tra pompieri, 118 e carabinieri. Una telefonata parlava di un uomo che stava dando a fuoco tutto

"Pronto? Aiutatemi, mio padre si è chiuso in casa e sta dando fuoco a tutto". Una telefonata del genere non può che far saltare sulla sedia anche chi è abituato a gestire emergenze di ogni tipo. Però stavolta c'è una novità: l'incendio in verità non c'era, così come non c'era la necessità di muovere i vari mezzi che sono intervenuti d'urgenza lunedì mattina a Dolo. Pronti al peggio. Una vicenda su cui ora stanno lavorando i carabinieri della tenenza locale, visto che qualcuno lunedì mattina si sarebbe divertito ad alzare la cornetta, digitare il 115 e contattare i vigili del fuoco per lanciare un allarme in verità del tutto inventato.

Chi ha telefonato pare si sia presentato come il figlio del presunto padre in preda a un raptus distruttivo. O comunque come qualcuno che poteva testimoniare ciò che stava accadendo. Voce giovanile, di sicuro maschile. Ha spiegato di avere paura perché una persona si era chiusa in una stanza e non l'ascoltava. Anzi, stava dando fuoco all'abitazione in calle dei Calafati a Dolo, a due passi dallo squero del paese della Riviera del Brenta. Subito, oltre al 115, sono stati allertati il 118 e i carabinieri. Dunque i residenti verso le 12 di lunedì hanno assistito all'arrivo in centro di un ingente numero di mezzi: bisognava essere pronti a sedare l'eventuale incendio e soprattutto agire subito per portare in salvo l'uomo alle prese con le fiamme. Sul posto è intervenuta un'ambulanza, un'autobotte e una squadra di pompieri. Oltre alla pattuglia di militari dell'Arma. 

E' stato chiaro a tutti che la situazione però era tranquillissima: niente fumo che fuoriusciva dalle finestre, niente persone che minacciano di farla finita e men che meno gente con in mano accendini o a disposizione materiale infiammabile. A casa c'era la figlia del presunto "piromane", che deve essere rimasta piuttosto sorpresa da chi ha suonato il campenello. Le forze dell'ordine hanno effettuato comunque un sopralluogo assieme ai pompieri, dopodiché si è deciso di procedere per procurato allarme. Se il "telefonista" verrà identificato rischia quindi guai seri, tra denunce e multe. Tanto più che è stato accertato come il protagonista suo malgrado della vicenda fosse al lavoro, con al suo fianco il figlio.

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