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Il distributore di via Padre Emilio Venturini

Il distributore di via Padre Emilio Venturini

Il distributore di benzina "invade" la casa, la famiglia ottiene rimborso

Il giudice ha dato ragione alla coppia di Chioggia che ha trascinato in tribunale la Q8: seimila euro di rimborso e obbligo a smontare tutto

A volte anche i “piccoli” possono sconfiggere i grandi colossi, almeno in un aula di tribunale, dove la legge dovrebbe essere appunto uguale per tutti; l'esempio positivo viene da Sottomarina, dove una coppia del posto è riuscita a vincere una causa contro la Q8 Petroleum Italia dopo che, cinque anni fa, l'azienda petrolifera aveva costruito un enorme distributore di benzina che, con la sua gigantesca pensilina, arrivava quasi a toccare il terrazzo della famiglia. Moglie e marito, che per acquistare quella casa avevano risparmiato tutta una vita, non si sono persi d'animo e, come riporta la Nuova Venezia, dopo anni di scartoffie ed udienze, la sentenza di primo grado ha dato loro ragione.

DAVIDE CONTRO GOLIA – La coppia chioggiotta ha effettivamente vissuto per anni accumulando i soldi per coronare il sogno di un proprio nido e, dopo anni senza vacanze, senza grandi spese, scanditi dai doppi turni al mercato di Brondolo per lui e dai lavori di sartoria per arrotondare per lei, il desiderio si era trasformato in realtà grazie ad un'accogliente stabile in via Padre Emilio Venturini. Nel 2009 però è arrivato Golia: il piccolo distributore a due passi dall'uscio di casa invece di chiudere i battenti com'era stato assicurato alla coppia è stato comprato dalla multinazionale, che ha deciso di ampliarlo e dotarlo di una massiccia pensilina di copertura di cemento e catrame, alta fino alle finestre dell'abitazione dei due chioggiotti, che non potevano quindi più aprirle ma erano invece costretti a subire passivamente i riflessi del sole che trasformavano l'appartamento in una serra, senza parlare delle auto e dei tir che si riforniscono fin dal primo mattino, dei ragazzi che si radunano davanti ai distributori automatici a notte fonda o, incredibile ma vero, di chi suonava il campanello dei due per domandare un cambio di banconote. Invece di arrendersi la coppia ha deciso di armarsi e combattere una battaglia che tutti gli dicevano essere disperata, data la differenza di “peso” tra due lavoratori di Chioggia e una società petrolifera milionaria: moglie e marito hanno cercato precedenti simili ai loro, individuato un avvocato con esperienza e trascinato quindi davanti al giudice la Q8. Finalmente, dopo anni, la prima vittoria: l'azienda dovrà risarcire la famiglia di seimila euro, causa danni alla salute ma, soprattutto, la sentenza di primo grado ha obbligato l'azienda a “spostare” la ciclopica pensilina, ovvero a demolirla. Davide, ogni tanto, batte ancora Golia.

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