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Il Faro Spignon diventerà un resort di lusso, Assonautica non ci sta: "Si svende la laguna"

L'associazione aveva presentato un progetto per valorizzare la laguna, promuovendo le tradizioni locali. Un luogo per studenti e studiosi. Il presidente Magliocco esprime tutto il suo rammarico

"Trovo che sia una vergogna che venga premiato ancora una volta un progetto che riguarda un hotel di lusso rispetto ad uno di valorizzazione della laguna,  promozione delle tradizioni locali e delle forme di turismo sostenibile". Lo sfogo è del presidente di Assonautica di Venezia Roberto Magliocco amareggiato di fronte alla notizia che il bando per la concessione cinquantennale del Faro Spignon sia stato vinto da una società tedesca specializzata nella conversione di fari in mini hotel di lusso.

Assonautica di Venezia aveva infatti partecipato alla gara allo scopo di realizzarvi una serie di attività che andavano dalla pesca turismo allo sviluppo del turismo sostenibile mediante escursionismo nautico con imbarcazioni elettriche o ibride e imbarcazioni tipiche a remi, laboratori didattici sul sistema floro-faunistico eco-lagunare nonché corsi sulla navigazione sicura, ed un'attività di ristorazione a km 0 utilizzando il pescato tipico lagunare.

Il rammarico è tanto. "Avevamo presentato un un progetto - continua Magliocco - che prevedeva un investimento importante per il recupero del faro e l'avvio delle attività. Avremmo ospitato studenti e studiosi del nostro territorio. Questa operazione ci sembra l'ennesima svendita della laguna".

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