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Cronaca

Fatture valse per evadere l'Iva, arrestato imprenditore a Treviso. Indagati a Venezia

Nel mirino è finito un 40enne proprietario di due bazar nella Marca. Si trova ai domiciliari. Denunciati 41 suoi connazionali "complici", tra cui anche residenti in territorio lagunare

Per frodare il Fisco, evadendo Iva e abbattendo l'imponibile, utilizzava fatture false, per il fittizio acquisto di merce, emesse da ben 41 società "fantasma", tutte senza sede fisica e che vedevano come legali rapprensentanti altrattanti cittadini cinesi. Questo il meccanismo evasivo scoperto dei finanzieri del Gruppo di Treviso che hanno arrestato, nel corso della giornata di giovedì, un facoltoso imprenditore cinese di 40 anni, titolare di due bazar di abbigliamento e prodotti per la casa nel capoluogo nella Marca. 

Indagati anche nel Veneziano

Lo straniero, finito ai domiciliari su ordine di carcerazione firmato dal gip Angelo Mascolo, avrebbe utilizzato circa 3 milioni di fatture false ed evaso l'Iva per mezzo milione di euro. L'indagine, coordinata dal pm Vincenzo Russo, ha portato ad iscrivere nel registro degli indagati altri 41 cittadini cinesi, complici del 40enne. Sono tutti proprietari di altrattante società "cartiere" che esistevano al solo scopo di emettere fatture false a beneficio dell'imprenditore. Gli asiatici, molti dei quali lavoravano come camerieri presso ristoranti cinesi, vivono nelle province di Milano (una quindicina), Firenze, Brescia, Padova e Venezia mentre alcuni sono addirittura irreperibili.

I sequestri 

Le fiamme gialle di Treviso hanno già sequestrato complessivamente beni per 850mila euro tra cui denaro contante (100mila euro), conti correnti, azioni (20mila euro circa) e merce esposta nei due bazar di proprietà del 40enne. L'obiettivo dei finanzieri è arrivare ad una quota definitiva pari a 1,2 milioni di euro.
 

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