Favole "gay" in asili, Orsoni smorza le polemiche: "Nulla di concreto"

Il sindaco ha annunciato di voler appurare se nell'iniziativa della consigliera delegata Seibezzi si possa configurare un eccesso di delega

A sinistra la consigliera delegata Camilla Seibezzi, a destra il sindaco Giorgio Orsoni

Il sindaco Giorgio Orsoni per un giorno si trasforma in pompiere e getta acqua sul fuoco delle polemiche divampate in merito alle "favole anti discriminazione" che, stando all'annuncio della consigliera delegata ai Diritti civili Camilla Seibezzi, potrebbero essere distribuite in libricini nella cinquantina di scuole dell'infanzia del Comune di Venezia. "Mi sembra che siano stati i media a fare un grande polverone e non vedo quindi di cosa si dovrebbe parlare in Giunta riguardo a questa vicenda", ha dichiarato ai giornalisti.

Una vicenda, invece, che ha fatto molto rumore. E che ha fatto discutere in tutta Italia. Quei libretti in cui si racconta di uova di pinguino covate da due esemplari maschi, di cani che sognano da grandi di fare la ballerina è bene che vengano letti ai bimbi? Un punto interrogativo che allo stato delle cose rimane senza risposta. Anche perché, secondo il primo cittadino Orsoni, la vicenda non ha avuto alcuna concretizzazione. Insomma, nessun libricino fino ad ora ha raggiunto asili e istituti. Quindi nessuno spazio a polemica, per lui. In ogni caso il sindaco, che si era dichiarato contrario all'iniziativa, ha annunciato che procederà a una verifica per capire se si possa configurare un "eccesso di delega" da parte della consigliera delegata Seibezzi. "Allo stato delle cose non c'è però nulla in questo senso", ha sottolineato.

LA REPLICA DELL'ASSOCIAZIONE "LGBT VENETO ORIENTALE" - "Chiediamo un incontro al sindaco di Venezia Giorgio Orsoni - dichiara uno dei responsabili dell'associazione che ha il suo "fulcro" a San Donà di Piave, Denis Mazzon - Questa polemica ci sembra fuori luogo. Ormai sono veramente tanti i bambini che pur nascendo in una famiglia tradizionale raggiungono asili e scuole in situazioni molto diverse. Tra rotture, divorzi e separazioni. Questa iniziativa secondo noi può essere utile per dare la possibilità ai bambini di aprire la propria mente. Noi stiamo con la consigliera Camilla Seibezzi, con cui collaboriamo spesso".

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