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Eseguita l'autopsia su Federico Diana: "Quadro compatibile con un'overdose"

L'esame sul 19enne di Martellago morto nella notte tra sabato e domenica dopo un rave a San Vito al Tagliamento è stata condotta martedì. Si indaga per omicidio preterintenzionale

Anche se sarà necessario attendere ancora qualche giorno per i risultati degli esami tossicologici, l'autopsia condotta martedì pomeriggio sul corpo di Federico Diana, il 19enne deceduto nella notte tra sabato e domenica dopo un rave party a San Vito al Tagliamento, avrebbe mostrato un quadro compatibile con una morte da overdose. Ancora la certezza non c'è, perché come detto è necessario attendere gli esami di laboratorio, ma la possibilità che la tragica fine del ragazzo sia stata causata da abuso di stupefacenti (magari mischiati ad alcol) viene considerata "probabile" dagli inquirenti.

L'esame autoptico, condotto dal medico legale Antonello Cirnelli, è durato alcune ore: sarebbe stato trovato sangue nei polmoni, segno compatibile con un'edema che viene proprio causato da una overdose. Intanto la Procura di Pordenone ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio preterintenzionale. I carabinieri stanno cercando di capire chi abbia eventualmente ceduto la droga alla giovane vittima, che aveva raggiunto la festa sull'argine del Tagliamento con la propria auto.

Le indagini non sono semplici, perché i giovani presenti (una cinquantina quelli identificati all'alba di domenica dai militari dell'Arma, ma sarebbero stati almeno il triplo nelle ore precedenti) o si sono detti ignari di ciò che è accaduto, o non collaborerebbero granché. E' possibile, visto che l'auto della vittima è risultata "pulita", che l'eventuale cessione di stupefacenti non sia avvenuta in Friuli, ma prima. Durante il tragitto da Martellago fino al rave. O anche in precedenza. Per questo le forze dell'ordine intendono far luce sugli ultimi giorni vissuti da Federico Diana. Cosa ha fatto e, soprattutto, con chi si è accompagnato. 

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