Fellini torna a Venezia: a 60 anni dalla presentazione de "la strada", una mostra speciale dedicata al maestro

La mostra “Sotto casa di Federico”, curata da Francesca Barbi Marinetti e ideata da Tina Vannini, presenta venti opere ad inchiostro di china che per l’occasione Roberto Di Costanzo ha dedicato all’immaginario felliniano. La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile sino al 6 settembre 2014.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Si terrà oggi alle ore 16.00, presso lo Spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo (Sala Tropicana 1) all'interno dell'Hotel Excelsior (Lido di Venezia), l'inaugurazione della mostra Sotto casa di Federico che l'artista Roberto Di Costanzo ha dedicato a Federico Fellini, nell'ambito della 71. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Con il patrocinio della Fondazione Ente dello Spettacolo, del Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale, della maison Pierre Cardin e delle Editions Nomades, la mostra curata da Francesca Barbi Marinetti e ideata da Tina Vannini, è composta da una serie di opere a inchiostro di china che Roberto Di Costanzo ha dedicato all'immaginario felliniano e ai suoi film più rappresentativi. Sarà visitabile, con ingresso libero, sino al 6 settembre, che corrisponde a una data davvero speciale.

6 SETTEMBRE 1954: IL FESTIVAL DEL CINEMA PRESENTA "LA STRADA" - Il regista, vincitore di quattro premi Oscar al miglior film straniero e nel 1993 Oscar alla carriera, vincitore due volte del Festival di Mosca (1963 e 1987), ha inoltre ricevuto la Palma d'oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985. E, sempre durante il Festival, era il 6 settembre 1954 quando, sempre qui, fu presentato il capolavoro La strada, che lo confermò uno dei più grandi registi a livello internazionale. Nonostante proprio durante il Festival fu accolto male dalla critica, il lungometraggio valse a Fellini un Oscar nel 1956.

LA MOSTRA - Omaggiare Federico Fellini e ospitare il lavoro di un artista visionario come Roberto Di Costanzo è la felice sintesi di questo ambizioso progetto artistico che prende vita nel maggio del 2014 nella splendida cornice del ristorante vegetariano Il Margutta RistorArte di Claudio e Tina Vannini, proprio in via Margutta, a Roma, sotto casa del regista riminese. La mostra "Sotto casa di Federico" è stata curata da Francesca Barbi Marinetti e ideata da Tina Vannini.

Il progetto artistico riguardante Federico era da tempo nelle intenzioni di Tina Vannini essendo il marito Claudio Vannini legato al regista da ricordi personali. Fellini infatti, che abitava alla porta accanto dove si legge la targa che lo commemora, è stato negli anni Ottanta un assiduo frequentatore del vegetariano romano di via Margutta e molti sono gli aneddoti che ancora circolano ricordandone l'eccezionale presenza.

IL DISEGNO - Fellini era legato al disegno. Era per lui uno strumento d'indagine e consolazione, ironico e pungente, che lo ha accompagnato per tutta la vita. E proprio attraverso il disegno Roberto Di Costanzo lo ricorda, richiamando anche la Roma felliniana: da La dolce vita a Ginger e Fred, sino al recente richiamo di Paolo Sorrentino con La grande bellezza. Di Costanzo insegue così i momenti felliniani con raffinata attenzione. Lo appaga la bellezza onirica, lo irretisce la denuncia affabulata e giocosa. Resta in punta di china leggero sulla suggestione di un sogno che ancora ci parla.

"Un 'emozione grande la mia, oggi, nel volerlo tributare e ricordare nella formula del disegno a cui mi sento legato come lo era lui - dichiara l'artista Roberto Di Costanzo - I suoi personaggi erano anzitutto idee su tovaglie spiegazzate, carteggi e caricature. A tutto questo si aggiunge la magia di Venezia da sempre autonoma coraggiosa e progressista nel costume, nella politica e nell'arte. Un convivio che mi onora sostenuto fortemente dalla mia scuola di formazione Centro Sperimentale di Cinematografia e la Fondazione Ente dello Spettacolo".

"Nei disegni a china di Roberto c'è la cucitura magica che Fellini operava tra libertà di immaginazione e la cognizione delle cose - spiega Francesca Barbi Marinetti, curatrice della mostra - Con un omaggio ai luoghi e ai celebri personaggi del cinema felliniano, Di Costanzo ci racconta questo. Con garbo, eleganza e poesia coglie il senso leggero e acuto di uno stile che volteggia tra immaginazione e realtà e si sofferma a raccontare il mondo come dovrebbe essere piuttosto che come è".

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