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Investita da un'auto perde la vista da un occhio, battaglia legale

L'assicurazione non riconosceva la gravità delle ferite e chiedeva concorso di colpa, uno studio legale ha fatto valere le ragioni della donna

Investita da un'automobile mentre pedalava in sella alla sua bicicletta, perde definitivamente la vista da un occhio, eppure la compagnia assicurativa avversaria ha fatto di tutto per non riconoscere alla donna il risarcimento dovuto, tanto che la signora ha dovuto rivolgersi ad uno studio legale per far valere le sue ragioni. Ora, dopo ben tre anni di controversie, la liquidazione è stata raddoppiata. Eppure la battaglia non è ancora terminata.

LA VICENDA – L'incidente risale al 10 aprile del 2011, quando la donna stava percorrendo in bicicletta la pista ciclabile di via Nazionale a Mira. Improvvisamente un'auto ha investito la ciclista: la caduta è stata brusca, tanto che la donna ha perso definitivamente la vista da un occhio. Viene riconosciuta alla signora un'invalidità del 50%, ma la compagnia assicurativa di controparte avrebbe proposto un risarcimento molto inferiore a quanto sarebbe stato dovuto, almeno secondo i legali della donna, valutando le lesioni della signora in modo sensibilmente inferiore, e provando anche ad attribuire un concorso di colpa alla ferita nel causare il sinistro. Lo studio legale che assiste la signora ha subito incalzato la compagnia assicurativa con atto di citazione, avviando una causa civile. Subito la compagnia ha rivisto le sue posizioni, riconoscendo la totale responsabilità e raddoppiando la liquidazione del risarcimento. Gli avvocati hanno continuato comunque con la causa nell'interesse della signora, in quanto la compagnia, pure riconoscendo finalmente la totale responsabilità, ha persistito nel sottostimare la gravità delle lesioni della ciclista. Lo studio legale ha poi fornito alla donna anche assistenza penale, riuscendo a far negare dal giudice di pace di Dolo il patteggiamento richiesto dalla controparte.

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