Ponte della Libertà bloccato? Soccorsi del 118 sempre garantiti: alternative via acqua e aria

L'Ulss 3 riepiloga i sistemi di trasporto feriti da Venezia all'Angelo bypassando il ponte: tre punti in terraferma per lo scambio barca-ambulanza, ma c'è anche l'opzione elicottero

I piani di azione del Suem 118 permettono ai mezzi di soccorso di operare in efficienza anche nel caso in cui sia interrotto il ponte della Libertà: lo spiega il direttore del Suem118 dell’Ulss 3 Serenissima. “La premessa doverosa – dice il dottor Paolo Caputo – è che un’ora dopo l’incidente e il crollo del pilone, la circolazione di emergenza sul Ponte era già ripristinata, con senso unico alternato dedicato alle ambulanze come agli altri mezzi di servizio. Ma il nostro Suem118 è in grado di conservare la piena operatività anche quando il tratto stradale fosse bloccato completamente, utilizzando altri percorsi prestabiliti e mantenendo gli stessi tempi di centralizzazione”.

Tre punti di interscambio

Normalmente, il trasporto di un ferito grave da piazza San Marco, o comunque dalla città insulare, verso l’ospedale di Mestre, prevede che il rendez-vous – cioè il trasferimento del ferito dall’idroambulanza all’ambulanza su gomma – avvenga a piazzale Roma. In caso di chiusura del Ponte della Libertà, invece, il Suem ha predisposto tre differenti itinerari: il primo prevede che il ferito sia trasportato con l’idroambulanza fino a San Giuliano, e che lì avvenga lo scambio con l’ambulanza: il tempo complessivo per la centralizzazione da piazza San Marco all’Angelo è comunque di circa venti minuti. Gli altri due: trasporto fino all’area del Vega, al padiglione Aquae, oppure a Fusina, all’approdo dei campeggi.

Elisuperficie al Civile

“Si tratta di percorsi alternativi più complessi – continua il dottor Paolo Caputo – perché aumentano la tratta percorsa dall’idroambulanza a scapito del percorso su gomma, e perché fanno muovere i nostri mezzi acquei in aree lagunari più aperte, dove il vento in alcuni casi può rendere disagevole il trasporto; ma ci permettono di garantire le centralizzazioni all’ospedale dell’Angelo con tempi ragionevoli, e quindi di operare in piena efficienza anche in caso di blocco del ponte translagunare”. Un'altra opzione, infine, è il collegamento tra l’ospedale Civile di Venezia e l’Angelo via aria, grazie alla recente costruzione dell’elisuperficie sul padiglione Jona, prima ed unica a disposizione della città insulare.

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