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Jesolo, fermato il presunto responsabile dello stupro in spiaggia

Gli agenti della squadra mobile lo hanno identificato grazie alle telecamere e individuato in un albergo di Mestre. In carcere un venticinquenne

La polizia nella serata di ieri ha fermato a Mestre un giovane di 25 anni, ritenuto responsabile dello stupro consumato sulla spiaggia di Jesolo nella notte tra mercoledì e giovedì ai danni di una ragazza 15enne. Si tratta di un senegalese con alcuni precedenti a carico che per ora risulta in stato di fermo di indiziato di delitto, provvedimento emesso dalla procura di Venezia. Dopo la cattura è stato condotto al carcere di Santa Maria Maggiore, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Indagini

Quando gli agenti della squadra mobile lo hanno raggiunto, nella tarda serata di venerdì, si trovava all'interno di una struttura ricettiva di Rampa Cavalcavia, dove si era rifugiato fornendo un nome falso. Fondamentali per le indagini le registrazioni delle telecamere che insistono sulla zona, oltre alle testimonianze raccolte dagli investigatori. La vittima, una turista friulana, era stata trovata sull'arenile antistante piazza Mazzini in stato di choc, verso le 4, quindi portata all'ospedale dove le era stata riscontrata la violenza. Da subito le forze dell'ordine si sono messe a caccia dell'aggressore, riuscendo velocemente a dare un volto al sospetto e bloccandolo in meno di 48 ore, ritenendolo "gravemente indiziato" di aver commesso il crimine. In passato il giovane si era reso responsabile di reati di resistenza e furto, per cui si trattava di un volto noto alle forze dell'ordine. Gli era stato revocato il permesso di soggiorno, ma aveva avviato le procedure per riottenerlo.

Arresto in ascensore

Il presunto aggressore, di fatto senza fissa dimora, gravitava tra le zone di Mestre e Jesolo e già da qualche tempo alloggiava nell'albergo in cui è stato trovato. La stanza risultava prenotata fino a stamattina. Gli investigatori sono risaliti alla sua posizione e, una volta raccolte le prove necessarie a ottenere il provvedimento di fermo, si sono appostati all'esterno della struttura. Il presidio è iniziato nel pomeriggio, ma solo a tarda sera il 25enne si è fatto vivo. I poliziotti lo hanno seguito all'interno dell'edificio. Temevano che potesse ribellarsi e quindi hanno agito nel momento più opportuno, ovvero dentro l'ascensore. Lì lo hanno ammanettato, senza che lui ponesse alcuna resistenza.

"Condanna esemplare"

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha commentato: "Visti i numerosi e inquietanti precedenti di questo signore, può uno Stato che si dice civile lasciarlo girare libero di fare ancora del male? Non è come lasciare per strada una bomba innescata? Lo si spedisca, senza se e senza ma, a scontare la pena nel suo paese d’origine. Ovviamente con alle spalle una condanna esemplare".

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