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A Dolo è nato l’ambulatorio per la terapia marziale: utile per chi ha carenza di ferro

Interessa chi è anemico, cioè rivolta a coloro nei quali si registra una aumentata perdita di ferro a causa di una qualche patologia. Circa una cinquantina di persone al mese si rivolgono al reparto

E’ nato l’ambulatorio dedicato alla terapia marziale nell’ospedale di Dolo. Il nuovo servizio, attivo da circa un paio di mesi, si trova nella sede del centro trasfusionale, in Villa Massari, e vi si accede su prescrizione medica o per emergenza tramite il pronto soccorso. “Fino ad oggi – ha spiegato la coordinatrice del servizio, la dottoressa Catia Gottardo – la terapia veniva assicurata dal pronto soccorso stesso o da altri reparti medici, ma da oggi la prestazione sarà garantita ed eseguita da un servizio dedicato, capace di rispondere ad una richiesta via via crescente”. Ma che cosa è la terapia marziale e chi è che ne ha bisogno? “La terapia marziale – ha aggiunto il primario di Medicina di Laboratorio, la dottoressa Flora Alborino - non è altro che la somministrazione di sali ferrosi, in genere per via orale, ma in quei casi in cui si riscontra una completa intolleranza alla terapia orale, viene eseguita per via endovenosa”.


Un tipo di terapia che interessa appunto chi è anemico (anemia significa riduzione patologica della emoglobina al di sotto dei livelli di normalità): cioè rivolta a coloro nei quali si registra una aumentata perdita di ferro a causa di una qualche patologia (ad esempio per infiammazione del colon), per un malassorbimento (ad esempio per una intolleranza alimentare), in caso di patologie ginecologiche, o ancora, per malnutrizione. Parliamo di circa una cinquantina di persone al mese che ad oggi, dall’attivazione del servizio, si sono rivolte all’ambulatorio, un numero significativo che crescerà sicuramente nei mesi successivi”. La mancanza di ferro provoca molta stanchezza tanto da costringere chi ne soffre a non riuscire a svolgere le normali mansioni famigliari e lavorative quotidiane: ecco che diventa importante un riferimento certo in ospedale, rappresentato da personale dedicato che “prende in carico” i pazienti e li segue nel loro percorso, dalla prima visita ai controlli successivi per valutarne i miglioramenti. Un tipo di terapia che recentemente ha anche sostituito, negli interventi chirurgici “maggiori” di ortopedia, ginecologia e urologia, la programmazione dei cosiddetti predepositi, ovvero quelle sacche di sangue che veniva prelevato prima dell’operazione dal paziente nel caso avesse poi bisogno di una trasfusione. “Adesso si fa il contrario – ha confermato la dottoressa Alborino – cioè prima dell’intervento il paziente viene rinvigorito da una infusione di ferro per aiutarlo ad affrontare meglio l’operazione”.


“Dentro la riorganizzazione dell’azienda sanitaria – ha dichiarato il direttore generale della Ulss 3, Giuseppe Dal Ben - via via si strutturano servizi già esistenti, a cui si dà continuità e a cui si garantiscono sedi consone e definitive. E’ un segnale positivo per l’utenza: si dimostra ai cittadini che il rafforzamento dell’offerta sanitaria è reale e concreto, e riguarda ogni servizio necessario, a tutti i livelli”.
A fianco della terapia, chi è anemico può migliorare la sua situazione anche integrando la propria dieta con la carne, soprattutto quella di cavallo, preferibilmente associandoci anche della vitamina C – succo di arancia e di limone - che aumenta l’assorbimento di ferro; utilissime anche le uova, i legumi e la frutta secca.  

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