Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Festa del sacrificio, giornata di gioia collettiva anche a Venezia

I fedeli musulmani della provincia martedì hanno potuto celebrare una delle ricorrenze più sentite, tra preghiera e pranzi comunitari per tutti

Giornata di grande festa e di comunità quella di martedì per i fedeli musulmani, anche nella provincia di Venezia. La ricorrenza era la festa del Sacrificio (?d al-a???), che ricorda il sacrificio sostitutivo effettuato con un montone da Abramo, che prima di venire fermato dall'angelo era pronto ad uccidere il suo stesso figlio su ordine del Signore. È quindi per eccellenza la festa della fede e della totale e indiscussa sottomissione a Dio. Ma è anche una giornata di gioia e di convivialità, tanto che la legge islamica prevede la sospensione di ogni forma di digiuno e la condivisione con i poveri del proprio cibo.

UNA PECORA VIVA LEGATA AI CASSONETTI, È POLEMICA

GIOIA COLLETTIVA – A Venezia, Mestre e Marghera, come riporta la Nuova Venezia, sono state numerosissime le celebrazioni. Mentre qualche giorno fa sono scoppiate le polemiche proprio per una pecora destinata al macello in questa occasione e abbandonata legata ai cassonetti in via Fogazzaro, la maggior parte dei fedeli ha invece celebrato l'importante ricorrenza religiosa in maniera esemplare, dimostrando piuttosto quanto possa essere fruttuoso il dialogo aperto e costruttivo tra le culture. Il Centro culturale islamico bengalese di via Paolucci ha affittato la palestra ex Edison di via Mameli, e sempre i fedeli bengalesi hanno preso in affitto l'ex Plip di via San Donà. I turco-macedoni si sono invece riuniti a Marghera, mentre la Comunità islamica di Venezia, con le sue tantissime etnie diverse, ha sfruttato le grandi sale della moschea della Misericordia di via Monzani. A Spinea i riti si sono svolti in via Nargilli, mentre a Quarto d'Altino è stato affittato un capannone in via Pascoli. Il caso più particolare è stato però quello di via Olivi, a Mestre, dove, rispettando i precetti musulmani che prevedono che un terzo del cibo venga donato ai meno fortunati, due fratelli titolari di un ristorante hanno organizzato un pranzo comunitario a base di spiedini di agnello, tartare e altre specialità. Presenti anche i frati cappuccini, i sacerdoti del Duomo di Mestre e il responsabile dell’Ufficio Immigrazione del Comune Gianfranco Bonesso.

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