Cronaca Via Dante Alighieri

In centinaia a Musile per chiedere perdono: "Abbiamo tutti fallito, Mariarca era una di noi"

Fiaccolata contro la violenza sulle donne dopo il femminicidio della 38enne per mano dell'ex marito. Appello a chi subisce soprusi: "Denunciate. Mai più complici e mai più vittime"

Centinaia le persone che giovedì sera hanno sfilato per le strade di Musile di Piave per essere "Mai più complici, mai più vittime", come recitava il grande striscione delle donne aderenti a SeNonOraQuando che ha campeggiato a lungo davanti al Municipio del paese dove abitava Maria Archetta Mennella, la 38enne uccisa a coltellate da Antonio Ascione, 44enne che mal sopportava la volontà della donna di volersi costruire una nuova vita.

"ABBIAMO TUTTI FALLITO"

"Abbiamo tutti fallito - ha dichiarato il sindaco Susanna Silvia - perché altrimenti Maria Archetta Mennella sarebbe ancora viva. Le donne che anche in questi minuti stanno subendo una violenza devono capire che quest'ultima non è accettabile. Specie perché si annida tra le mura di casa. Tutti noi siamo responsabili della morte di Mariarca. Mai più". Anche la politica ha risposto presente all'iniziativa. Al fianco di numerosi cittadini, tutti vestiti con indumenti bianchi e rossi, c'erano il vicepresidente della Regione, Gianluca Forcolin, la consigliera regionale, Francesca Zottis, l'assessore regionale ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin ("le generazioni future imparino a ricevere i no e abbiano una educazione all'affettività, è un percorso che deve vedere tutti dalla stessa parte", ha commentato), e altri primi cittadini della Consulta del Veneto orientale. Presenti pure il comandante della compagnia dei carabinieri di San Donà, capitano Dario Russo, e gli altri rappresentanti delle forze dell'ordine.

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"ABBIATE IL CORAGGIO DI DENUNCIARE"

E' stato ribadito più volte che il Comune di Musile in questi mesi ha avviato uno sportello ad hoc di ascolto, in collaborazione con il centro antiviolenza "La Magnolia" di San Donà, per aiutare chi subisce soprusi a prendere coscienza di sé e ad acquisire il coraggio necessario ad affrontare soprusi e angherie. "Non abbiate sfiducia nelle istituzioni perché soltanto con la denuncia noi possiamo fare qualcosa - ha dichiarato il capitano Russo - Qualora siate a conoscenza di persone che siano vittime di violenze di genere di convincerle a sporgere formale querela, l'unico punto di partenza per evitare che fatti del genere vengano commessi".

ROSE ROSSE DAVANTI ALLA CASA DI MARIARCA

Un enorme serpentone umano ha poi lasciato il municipio del paese per spostarsi in via Dante, davanti all'ingresso pedonale del condominio in cui abitava Mariarca. Lì è stato deposto un mazzo di rose rosse, simbolo di una comunità ferita che vuole dimostrare di non nascondere la testa sotto la sabbia. "Mai più, mai più", sono state le parole più ricorrenti. Fino all'ultima telefonata con la sorella di Mariarca, Assunta: "Ringrazio tutti - ha dichiarato - Vi abbraccio a nome di mia sorella". 

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