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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Sequestrati 4000 metri di tessuto contraffatto: un cinese e 2 italiani denunciati

Una fitta rete di raccolta e scambio che collegava Venezia a Torino, ora scoperta dalla Finanza: fosse stato portato a compimento il commercio avrebbe fruttato 400.000 euro

I militari del I Gruppo della Guardia di Finanza di Venezia hanno sequestrato circa 4000 metri quadrati di tessuto riproducenti il famoso motivo a tartan “Burberry Check”, necessario per il confezionamento di capi d’abbigliamento d’alta moda e biancheria per la casa, nelle città di Concordia Sagittaria, nel veneziano, e di Moncalieri, nel torinese. Tre le persone denunciate, un cittadino cinese e due italiani, in qualità di legali rappresentanti dei due esercizi sottoposti a perquisizione.

I Baschi Verdi del Nucleo Operativo Pronto Impiego del I Gruppo Venezia sono giunti a questo risultato come epilogo di una complessa indagine. I finanzieri hanno scoperto un’intera rete distributiva di tessuto contraffatto, parte integrante di un sistema di commercializzazione che si presentava formalmente come lecito, ma che in realtà occultava un’articolata e sleale attività di contraffazione.

La peculiare azione di polizia giudiziaria, di fatto, altro non è che la conseguenza dello sviluppo di dati acquisiti in analoghe operazioni svolte a cavallo dei mesi di aprile e giugno di quest’anno, quando furono sequestrati altri 2000 metri quadrati dello stesso tessuto contraffatto nella provincia di Venezia e nella città di Arezzo. Contraffazione acclarata grazie agli approfondimenti di rito, effettuati anche con l’ausilio di periti autorizzati.

I militari sono riusciti a ripercorrere inversamente il canale di approvvigionamento ed arrivare a due imprese: la commercializzazione al dettaglio veniva curata da un cittadino di etnia cinese operante nella zona commerciale di Concordia Sagittaria (VE), che parallelamente ad altra merce offriva in vendita al dettaglio il tessuto contraffatto; il fornitore, responsabile dell’illegale distribuzione, era invece una impresa gestita da cittadini italiani, localizzata nell’hinterland torinese.

La superficie del tessuto sequestrato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Pordenone, è pari a quella di un campo da calcio ed avrebbe fruttato al dettaglio circa 400.000 euro.

A seguito dell’intera operazione, sono sette, ad oggi, i commerciati implicati e che dovranno rispondere dei reati di ricettazione, produzione e vendita di articoli contraffatti, alterazione di segni distintivi di prodotti industriali e commercio di prodotti con segni mendaci.

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