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Cronaca Marghera

Fincantieri, la Fiom accusa: "Così la direzione copre il lavoro nero"

Il sindacato di Marghera fa nomi e cognomi circa la crescente "ondata di illegalità" a danno dei "lavoratori che stanno già pagando la crisi e il vuoto di strategie di rilancio"

"Cosa sta succedendo in Fincantieri? Per pagare meno i lavoratori e far costare meno il lavoro, sono tornati di moda i contratti stipulati nei paesi di origine, ad esempio la Romania, ben sotto i minimi contrattuali". Comincia così il comunicato dei sindacati della Fiom-Cgil sulla situazione dei cantieri navali di Marghera. "Con tantissime ditte sono aperti contenziosi perché non pagano i dipendenti, - continua la nota, che lancia accuse naturalmente tutte da verificare - non applicano le norme sul collocamento, applicano il contratto artigiano e le paghe globali, vi sono lavoratori rumeni senza contratto pagati a 7 euro l’ora, tantissimi lavoratori subiscono discriminazioni e licenziamenti immotivati. Le ditte coinvolte sono almeno una decina".

"La direzione dello stabilimento più volte sollecitata ad intervenire, continua a negarsi al confronto con il sindacato offrendo una oggettiva copertura alle ditte irregolari. Di più: pare che la stessa Fincantieri abbia minacciato il ritiro del cartellino e l’allontanamento dal cantiere dei lavoratori che si rivolgono agli uffici legali del sindacato per la tutela dei propri diritti. Le ditte regolari che rispettano le leggi, versano i contributi e pagano i dipendenti, in Fincantieri sono state allontanate, messe fuori mercato. L’ultima ditta locale regolare, sindacalizzata, che ha lavorato 40 anni in cantiere, è stata allontanata l’anno scorso dopo che gli è stato tolto l’appalto di pitturazione". 

La Fiom annuncia dunque battaglia alla dirigenza, anche "ricorrendo alla mobilitazione", contro la nuova ondata di illegalità, "di paghe globali, gli abusi e gli arbitrii delle imprese a danno dei lavoratori che stanno già pagando la crisi e il vuoto di strategie della Fincantieri". "Se l’azienda Fincantieri continua a negarci il confronto su questi temi - concludono i sindacati - troveremo altre vie per affrontarli, compreso lo sciopero e il ricorso alla magistratura e chiederemo il sostegno delle Istituzioni cittadine alle nostre iniziative contro la illegalità e lo sfruttamento dei lavoratori".

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