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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Ricatti via mail con finte citazioni in tribunale: perquisizioni in tutta Italia

La polizia postale ha scoperto un giro di frodi online. I responsabili avrebbero inviato false comunicazioni facendo credere ai destinatari di essere accusati di pedopornografia

Le indagini della polizia postale hanno portato a 16 decreti di perquisizione, emessi dalle procure di Brescia e Vicenza ed effettuate nelle zone di Milano, Torino, Pescara, Trieste, Venezia e Roma. L'operazione è stata denominata "Kafka". Proprio come nel libro “Il processo” dello scrittore boemo, ignari utenti della rete si sono visti accusati, processati e condannati per delitti mai commessi: l’indagine, infatti, trae spunto dall’invio massivo di mail estorsive, apparentemente provenienti da autorità istituzionali, contenenti una falsa citazione in tribunale per reati legati alla pedopornografia.

Gli utenti avrebbero ricevuto falsi documenti governativi con loghi di forze dell'ordine e di ministeri italiani, con tanto di falsa firma del capo della polizia o del comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Nel finto documento, i destinatari erano accusati di molestie sessuali su minori. Il documento minaccia di inoltrare le prove ad un non meglio specificato “procuratore” ed ai media, invitando a fornire giustificazioni entro 72 ore. Il passo successivo è una richiesta di denaro per far decadere le accuse, con l’indicazione delle coordinate bancarie nel quale versare i soldi.

Il fenomeno riguarderebbe vari paesi europei, tra i quali Francia, Austria, Spagna, Belgio e Italia. Ora la polizia sta effettuando gli accertamenti tecnici sul materiale informatico sequestrato per poi delineare le responsabilità dei soggetti indagati e la rete dei contatti coinvolti nell’invio delle mail.

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