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Chiesa parrocchiale di Noale

Chiesa parrocchiale di Noale

Passano di casa in casa a fare la questua nel sabato pre-pasquale: sono finti chierichetti

Ad accorgersi delle stranezze famiglie e commercianti, che avrebbero ricevuto almeno due visite da parte dei collaboratori del parroco, con o senza tesserino di riconoscimento

Quella di fare la questua è una pratica che trae le sue origine in epoca passata, quando i contadini offrivano uova e prodotti dell'orto che poi i chierichetti rivendevano per acquistare dolciumi e caramelle. Poi la tradizione è cambiata, con i collaboratori del parroco che passavano - e passano - di casa in casa a chiedere un'offerta. Come riporta il Gazzettino, c'è anche chi è disposto ad approfittare della bontà delle famiglie per racimolare qualche soldo in modo "fraudolento".

Oltre ai chierichetti della parrocchia, infatti, ci sarebbero dei finti collaboratori, sempre di età compresa tra i 10 e i 12 anni, che passano di casa in casa a chiedere un'offerta. Con ogni probabilità "gestiti" da qualcuno di più grande. L'episodio è capitato il sabato precedente alla Pasqua a Noale, con numerose persone che si sono viste suonare il campanello per ben due volte, a distanza ravvicinata, da un chierichetto che faceva la questua. La differenza, però, stava nei dettagli: c'era chi disponeva di un tesserino di riconoscimento ufficiale, fornito dalla parrocchia, e chi non lo aveva. Sono stati proprio i dettagli a far sospettare alcuni esercenti che qualcuno stesse facendo il furbo.

Si è detto molto dispiaciuto il parrocco di Noale, don Antonio Mensi, che ha spiegato come sia davvero triste che qualcuno pensi di raggirare la buona fede di tutti, anche nel periodo pasquale. L'episodio sarebbe stato piuttosto diffuso in città, con numerose famiglie e commercianti che avrebbero ricevuto la doppia visita dei (finti) chierichetti.

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