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Commercianti di Rialto in trincea, finto funerale in ruga degli Oresi

"Voi decidete e noi moriamo". È questo il grido di protesta dei negozianti contro il piano per il decoro approvato giovedì in Consiglio comunale

Per le calli con una bara. È questa la protesta che hanno messo in scena i commercianti di ruga degli Oresi e del Ponte di Rialto. Nella mattinata di sabato infatti, si sono presentati con la classica cassa da morto in spalla, simbolo di ciò che, secondo loro, succederà se verranno attuate le politiche del Comune. Non la prima iniziativa del genere in questi anni in laguna.

Il commissario straordinario Vittorio Zappalorto infatti, ha approvato giovedì, con i poteri del Consiglio, una delibera con cui vengono recepite le linee guida per la riqualificazione delle botteghe in ruga degli Oresi. In particolare non sarà più consentito esporre la merce fuori dalle botteghe, né appoggiata al suolo, né sospesa, eccetto che negli espositori consentiti. Inoltre dovranno essere rimosse le pedane esistenti e tutte le botteghe dovranno avere una porta in legno, una vetrina fissa e uno zoccolo in pietra da cui dovranno essere eliminate le strutture di sostegno delle pedane.

Le nuove direttive riprendono le linee guida inserite nel "Progetto definitivo per il restauro del Ponte di Rialto". I commercianti accusano il Comune di voler trasformare Venezia in "Veniceland", un parco giochi per turisti, un museo a cielo aperto privo di vita cittadina. Numerosi i cartelli contrari alla direttiva che, secondo i manifestanti, porterebbe alla loro chiusura. "Voi decidete e noi moriamo", "Ci state togliendo il futuro" sono solo alcuni dei messaggi lasciati in campo San Giacometo sotto la bara.

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