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Fiom, protesta a Porto Marghera all'alba: "Solo l'anticipo della mobilitazione del 2 dicembre"

I metalmeccanici bloccano l'ingresso 9 del petrolchimico contro le decisioni del governo su pensioni, legge di stabilità e ammortizzatori. "Nel Veneziano molti lavoratori presto senza copertura"

"Perché aspettare il 2 dicembre, quando le questioni stanno diventando vere e proprie urgenze nel veneziano?". Così la Fiom di Venezia non ha perso tempo, e prima della prevista mobilitazione nazionale Cgil del prossimo 2 dicembre, è tornata a volantinare davanti alla portinria 9 del Petrolchimico, mercoledì, "contro le decisioni del governo sulle pensioni, la legge di stabilità e la riduzione degli ammortizzatori sociali".

Cassa integrazione in scadenza per molti lavoratori veneziani

"Negli ultimi anni tante realtà produttive del nostro territorio, vuoi per scelta, vuoi per difficoltà, hanno chiuso i battenti o ridotto il lavoro, - spiega Antonio Silvestri della Fiom Cgil di Venezia - facendo ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti. Il problema è che ora molte mobilità sono in scadenza. E in base al Jobs Act del governo Renzi sono state ridotte nel tempo. Con il risultato che molti addetti presto saranno disoccupati e senza soldi. Possiamo parlare di vera e propria emergenza".

Rottura sulle pensioni

Il sindacato di Susanna Camusso al tavolo con l'Esecutivo per la riforma delle pensioni, è stato l'unico, qualche giorno fa, a rompere la trattativa, annunciando le prossime campagne di mobilitazione. "Molte categorie, tra cui i lavoratori in appalto che erano al petrolchimico a protestare - dice Silvestri - non rientrano nelle 15 dei lavori usuranti, ampliate dal governo Gentiloni. Per noi è inaccettabile che vadano in pensione a 67 anni o, dal 2019, con 43 anni di contributi. Anche queste mansioni sono usuranti e le aperture del governo non hanno fatto che riconfermare, sostanzialmente, l'impianto della legge Fornero, senza una vera e propria riforma del sistema. Diciamo di più - aggiunge il segretario Fiom veneziano - l'allungamento dell'età al pensionamento delle stesse 15 categorie di occupazioni incluse in quelle usuranti, per noi comunque è inaccettabile. Inoltre, in realtà, quelli che usciranno dal mercato del lavoro con le nuove regole, saranno pochissimi. E il problema si ripercuote sui giovani: la precarietà, la mancanza di prospettive e un'aspettativa di accantonamento dell'ammontare pensionistico, irrisoria, probabilmente sotto la soglia di povertà".

La legge di stabilità

"Le finanziarie degli ultimi governi - spiega Silvestri - non hanno fatto che ripridursi sempre allo stesso modo, dall'esecutivo Monti, a Renzi, fino a Gentiloni, scaricando sulle spalle dei 'soliti' i costi delle politiche economiche". Per questo la Fiom annuncia nuove iniziative e proteste, prima e dopo il 2 dicembre, per rivendicare i diritti del lavoro nei confronti di questo, come degli altri governi che si succederanno, a partire dalle elezioni del prossimo anno".

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