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Scopre di essere passato a un'altra azienda di fornitura elettrica: "Le firme sono false"

Un 54enne mestrino ha denunciato tutto ai carabinieri e si è rivolto ad Adico, che vuole andare fino in fondo: "Le 10 firme sul contratto non sono mie, solo nome e cognome corretti"

Dieci firme false per un contratto mai richiesto. L’intricato mondo delle offerte commerciali per la fornitura di gas e di energia elettrica si spinge sempre oltre, andando ad assumere in molti casi i connotati della truffa. Roberto Costanzo, 54enne mestrino residente in via Gozzi e dipendente di un ristorante a Venezia, per bocca di Adico, associazione a difesa dei consumatori, denuncia un presunto raggiro nell'ambito dei contratti porta a porta. L’uomo, infatti, nella prima settimana di settembre ha ricevuto una lettera dalla quale è venuto a sapere di essere passato all’improvviso a un'altra società per la fornitura di energia elettrica, senza averne mai fatto richiesta. Quando ha invocato spiegazioni, gli è stato consegnato il contratto relativo alla sua nuova fornitura e ha strabuzzato gli occhi. 

“In quel documento gli unici dati giusti erano il mio nome, il mio cognome e il mio codice fiscale – racconta Costanzo – Erano sbagliati i dati sul nucleo familiare e sulle dimensioni della casa. La cosa più grave, naturalmente, è che ci fossero dieci firme indubbiamente falsificate, che ho disconosciuto immediatamente. Cinque apposte sul modulo della fornitura dell’energia elettrica e altre cinque sul modulo di adesione a un servizio di manutenzione molto costoso”. 

Roberto Costanzo ha naturalmente sporto denuncia ai carabinieri e poi s’è rivolta all’Adico per chiedere l’immediato disconoscimento del contratto. “Tramite il nostro ufficio legale abbiamo scritto alla società – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – Naturalmente allo stato attuale l’azienda non pare aver alcuna responsabilità in merito ma le responsabilità sono a capo del venditore. Anzi, a fine agosto ha cercato di contattare Roberto Costanzo per chiedere conferma del nuovo contratto, ma il numero di cellulare scritto dal venditore era scorretto. Poi ha inviato una lettera per avvertire del nuovo rapporto instaurato”. 

“La vicenda lascia aperti degli interrogativi sui quali vogliamo andare a fondo – conclude Garofolini –. Per esempio, come faceva il venditore a conoscere il codice fiscale di Roberto Costanzo? Come Adico lanciamo un appello a tutti i consumatori utenti: tenete d’occhio i vostri contratti, evitate di stipularli telefonicamente, non rispondete alle chiamate commerciali, se non vi interessa cambiare gestore. E, naturalmente, per qualsiasi problema rivolgetevi all’associazione dei consumatori che tramite il proprio ufficio legale affronta quotidianamente situazioni di questo tipo”. 

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