Cronaca

Flor replica a Report e annuncia querele: «Tante menzogne e dati falsi». Su Crisanti: «Comportamento grave»

Ha fatto scalpore il “fuori onda” dell’inchiesta giornalistica in cui sembra che Flor volesse “coprire” il professor Andrea Crisanti che avrebbe messo in difficoltà l’azienda ospedaliera: «Non volevo coprire nessuno, non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era»

La puntata di "Report", andata in onda su Rai 3 lunedì 26 aprile, ha riacceso il dibattito sulla gestione della pandemia in Veneto durante la seconda ondata dello scorso dicembre,  puntando ancora una volta i riflettori sullo studio del professor Crisanti che dimostrerebbe che i tamponi rapidi avrebbero efficacia in sette casi su dieci. «Quello studio sui tamponi rapidi non c’era, la casa farmaceutica Abbott che produce i tamponi mi aveva chiesto quella ricerca e io ho pensato che me lo chiedessero per valutare gli estremi per farci causa, e ho risposto che quello studio, che ha determinate caratteristiche scientifiche, non è mai esistito». Questa la replica del direttore generale della sanità veneta, Luciano Flor, all’inchiesta del programma di Rai 3 in una conferenza stampa convocata martedì pomeriggio a Padova.

A fare il giro del web era stato il "fuori onda" dell’inchiesta giornalistica in cui Flor sembrava voler “coprire” il professor Crisanti che, con la pubblicazione del suo studio, avrebbe messo in difficoltà l’azienda ospedaliera. «Non volevo coprire nessuno, non potevo dare alla Abbott uno studio che non c’era» ha detto oggi Flor che, nel dialogo a microfoni spenti, aveva definito Crisanti "un ingenuo". 

Il dottor Flor, che non si dimetterà, ha messo nero su bianco i fatti fornendo a tutti i giornalisti presenti la documentazione che testimonia come sono andate le cose. «Il 21 ottobre 2020 ho ricevuto una lettera di Crisanti in cui venivano messi in dubbio i tamponi rapidi, il 30 ottobre la Abbott chiede informazioni su quella ricerca, io ho chiesto ai due direttori generali che mi dicono che lo studio non c’è, Crisanti stesso mi dice che lo studio non c’è ma c’è un approfondimento diagnostico. Il 5 febbraio del 2021 la ditta torna a chiederci lo studio, che ancora non c’è. Lo studio verrà pubblicato il 26 marzo 2021 su una rivista scientifica basandosi su un campione di 1500 tamponi fatti di cui solo tre casi hanno esiti diversi tra tamponi rapidi e molecolari». Il direttore generale della sanità veneta ha inoltre definito “molto gravi” le affermazioni del professor Crisanti e anticipato possibili provvedimenti nei suoi confronti, come nel caso della redazione di Report: «Le azioni hanno conseguenze, chi si occupa della questioni legali sta valutando», ha concluso il direttore della sanità veneta.

L'articolo originale su PadovaOggi

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