Focolaio alla Croce Rossa: la rabbia del sindaco di Cavarzere, le posizioni della politica

Un gruppo di migranti positivi sono stati trasferiti in strutture private nel Comune di Cavarzere, «senza comunicarlo all'amministrazione». Per Zoggia Jesolo è sicura, la Lega chiede la chiusura immediata della sede della Croce Rossa

La Croce Rossa di Jesolo

Tra chi si sarebbe ritrovato i profughi positivi al covid in casa senza saperlo, chi richiede la chiusura immediata della Croce Rossa di Jesolo, chi vuole far chiarezza sulla natura dei contagi e chi ancora parla di danno d'immagine, il focolaio scoppiato a Jesolo (con 43 contagiati di cui un operatore della struttura) continua a tenere banco. Solo ieri pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa con cui la dirigenza sanitaria dell'Ulss 4 ha voluto rassicurare sulla bontà delle procedure in atto per contenere il fenomeno. Oggi è stato invece il primo cittadino Valerio Zoggia, a mezzo nota stampa, a voler gettare acqua sul fuoco, ribadendo come la città sia sicura e la situazione tranquilla. «Nella struttura - ha spiegato il sindaco - restano altre 85 persone, ad oggi tutte negative al virus, controllate dal personale della Croce Rossa e all’esterno dai presidi fissi interforze garantiti dalla questura. Con l’allentamento dei positivi (trasferiti in altre strutture, ndr), siamo più tranquilli ma teniamo alta l’attenzione per assicurarci che non ci siano ulteriori problemi».

Aja e Confcommercio

A supporto del primo cittadino sono intervenuti anche i presidenti di Aja e Confcommercio San Donà-Jesolo, Alberto Maschio e Angelo Faloppa, sottolineando come se il sistema non funzionasse, non sarebbero stati riscontrati subito i contagi. «Va anche evidenziato - spiegano - che, quanto accaduto alla sede della Croce Rossa, dove sono ospitati oltre cento immigrati, rappresenta un caso comunque isolato e circoscritto, che nulla ha a che vedere con la parte "esterna" alla struttura ed in generale al sistema turismo». Da quando è cominciata la stagione, il numero limitato dei contagiati, a fronte di migliaia di turisti giunti sul litorale, «dimostra la sicurezza di Jesolo, con strutture ricettive, così come commerciali e della ristorazione, che stanno rispettando in modo estremamente scrupoloso le direttive sanitarie, garantendo la sicurezza dei propri ospiti, così come del personale e di chi gestisce le attività stesse». I due presidenti hanno comunque specificato che il focolaio alla Croce Rossa ha sicuramente dei responsabili, per questo sono auspicabili indagini formali per risalire ai colpevoli e fare in modo che «chi ha sbagliato paghi».

La rabbia del sindaco di Cavarzere

D'altro canto, si registra la rabbia del sindaco di Cavarzere Henri Tommasi, secondo il quale la prefettura di Venezia non avrebbe interpellato l'amministrazione prima di decidere per il trasferimento di un gruppo di migranti positivi in alloggi privati, non di proprietà comunale. «Solo stamattina,  spiega - dopo una notte di tentativi, la prefettura di Venezia si è degnata di risponderci. Il prefetto, estremamente imbarazzato, ha tentato maldestramente di giustificare il comportamento suo e delle forze dell'ordine che non hanno comunicato nulla al sindaco». Da parte del prefetto, ha aggiunto il primo cittadino, c'è stata la rassicurazione che il gruppo sarà presidiato in modo continuativo e sarà cercata al più presto una collocazione alternative per queste persone. «Non è questo - ha chiosato Tommasi - il modo di rapportarsi tra istituzioni soprattutto in un momento così delicato».

La Lega: «Chiudere subito il centro»

Dura è stata la presa di posizione della Lega, secondo cui il centro di Jesolo andrebbe chiuso immediatamente. «È assolutamente inutile sentire che il Ministro Franceschini annuncia importanti campagne di comunicazione per dire al mondo che l’Italia è un Paese sicuro dal punto sanitario - spiega la deputata della Lega Giorgia Andreuzza - mentre poi siamo costretti ad assistere all'inerzia totale sua, del ministro degli Interni Lamorgese e del Premier Conte di fronte all'aumento incontrollato degli sbarchi di immigrati irregolari nelle nostre coste. Persone asintomatiche che fino al giorno prima hanno potuto girare indisturbate al di fuori del centro d’accoglienza». Andreuzza ha predisposto un'interrogazione parlamentare urgente per chiedere la chiusura del centro, «che da tempo ha causato problemi di sicurezza, di ordine pubblico e che oggi aggiunge anche l’emergenza sanitaria».

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«Cavarzere trattata come territorio di serie B»

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin dimostra piena solidarietà al sindaco Tommasi. «Abbiamo assistito a strepiti della maggioranza per danni d'immagine a Jesolo - ha sottolineato - quando Cavarzere viene trattato come un territorio di serie B». Baldin muove una critica anche al piano di sanità pubblica: «Mi chiedo - ha detto - se a palazzo Balbi stiano ragionando sull'opportunità di ampliare e potenziare lo screening preventivo con i tamponi alle categorie a rischio, come gli ospiti e gli operatori di simili strutture. Anche il caso dei poliziotti in questura a Venezia, con il lamento dei sindacati di categoria, imporrebbe un focus particolare sulla questione».

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