Un'interrogazione sul focolaio all'ospedale di Noale

Il bollettino del 6 maggio indica 12 pazienti affetti da Covid-19, altri sono stati trasferiti. In Regione l'opposizione chiede più trasparenza. L'Ulss 3: «Abbiamo sempre comunicato i dati»

Operatore della sanità in emergenza, foto di archivio

Chiedono all'Ulss 3 di comunicare «i numeri reali» del nuovo focolaio di coronavirus individuato all'ospedale di Noale e di sapere «quali misure siano state prese al fine di limitare il contagio e tutelare lavoratori e ospiti»: il segretario regionale di Articolo Uno Gabriele Scaramuzza e il consigliere regionale Piero Ruzzante hanno depositato oggi, mercoledì 6 maggio, un'interrogazione in proposito alla Regione. Sul cluster noalese aveva espresso preoccupazione, raccomandando ancora molta cautela, il sindaco Patrizia Andreotti domenica scorsa. L'Ulss 3 ha confermato il cluster al reparto di lungodegenza. Al momento, in data 6 maggio, il bollettino di Azienda Zero riporta dodici pazienti in "area non critica", mentre altri sono stati trasferiti al covid hospital di Dolo, sempre conteggiati come non critici. Anche alcuni degli operatori sanitari sono risultati positivi, una quindicina secondo i dati di un paio di giorni fa. Tre pazienti, positivi al Covid-19, sono deceduti.

Focolaio all'ospedale di Noale

«Ci risulta che le dimensioni del cluster siano aumentate - scrivono Scaramuzza e Ruzzante - Non si capisce perché l'Ulss 3 non abbia ancora comunicato i dati. Quanti contagi ci sono? Quanti sintomatici? Quanti ricoverati e dove?». I sindacati hanno mostrato nei giorni scorsi perplessità sulla continuazione delle attività nella struttura, seppur disinfettata, e hanno spiegato di non essere disposti ad accettare che sia qualcuno del personale a venir considerato responsabile dei contagi. «Sicuramente vanno accertate le eventuali responsabilità, senza sostenere però che vi siano state falle sugli accessi e sull'utilizzo dei Dpi, come abbiamo letto in altre comunicazioni che legittimano le accuse ai lavoratori», afferma Daniele Giordano della Cgil. Oggi il direttore dell'Ulss 3, Giuseppe Dal Ben, ha ricordato che le visite dei familiari ai pazienti ricoverati a Noale, così come negli altri ospedali "non Covid", non sono mai state interrotte, bensì ridotte e limitate da quando c'è l'emergenza sanitaria.

La comunicazione dei dati

L’azienda sanitaria ha commentato, dopo aver appreso dell'interrogazione, «di aver comunicato in piena trasparenza fin dal primo giorno della fase emergenziale per il coronavirus, mettendo i propri dati a disposizione dell’Unità di Crisi regionale, che a sua volta li ha inviati alle testate giornalistiche con un bollettino diffuso due volte al giorno». Ci sono testate che hanno confermato di non aver ricevuto le informazioni dalla Regione, anche su richiesta. Ulss 3 incontra ogni sera, da due mesi a questa parte, i membri della conferenza dei sindaci, a cui comunica i dati sui decessi, sui ricoveri, sulle persone positive, sulle persone in isolamento, entrando nel dettaglio di ogni singolo Comune. «Sull’ospedale di Noale - dice l’azienda - Ulss3 ha sempre informato i tavoli competenti in assoluta trasparenza. Ha dato evidenza ed è pronta a farlo, là dove necessario, delle misura adottate per il contrasto al virus, per la tutela della sicurezza dei degenti positivi, in maggioranza asintomatici, alcuni dei quali trasferiti a Dolo, e per quella del personale della struttura».

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