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Forte Marghera, sono a rischio le autorizzazioni per il "Gatto Rosso"

Il Comune potrebbe decidere di non rinnovare i permessi, ma la Cooperativa Controvento in quattro anni ha investito centinaia di migliaia di euro per i restauri

Sono lì da quattro anni ormai, combattendo con le zanzare, con gli impianti scalcagnati e con gli edifici a rischio crollo (da cui spuntano fuori persino vecchi ordigni), hanno investito tutto per rimettere in piedi i pochi spazi agibili e, con tenacia e determinazione, sono riusciti a trasformare un luogo abbandonato in uno dei principali centri di aggregazione cittadini, che nelle ultime due estati ha accentrato su di sé quasi tutte le possibilità di svago e incontro per chi restava tra l'asfalto di Mestre; eppure, dopo quattro stagioni, i ragazzi della Cooperativa Controvento potrebbero essere costretti a lasciare Forte Marghera da un momento all'altro. Come riporta il Gazzettino, infatti, nelle recenti riunioni tecniche il sub commissario ha espresso l'intenzione di mettere la parola fine allo strano caso del Forte.

QUELLO CHE SI PUÒ, CON QUELLO CHE SI HA – Gli spazi del Forte, negli ultimi anni tornati tutti nelle mani del Comune, erano in concessione alla Marco Polo System, di cui è presidente il consigliere regionale della Federazione della sinistra Prc Pietrangelo Pettenò. Controvento aveva un regolare contratto di affitto proprio con Marco Polo, ma l'anno scorso Ca' Farsetti ha deciso di riprendersi tutto, lasciando la Cooperativa Sociale, che dà lavoro a quasi sessanta persone, tra giovani e persone in difficoltà, orfana di un contratto. La brusca fine della giunta Orsoni, poi, ha lasciato tutti nel limbo. Ora il rischio è che, infastidita dalla situazione di incertezza e dalle gravi lacune dello spazio pubblico (tra elettricità assente, cavi volanti e fognature inesistenti), decida di chiudere baracca e burattini. Nel frattempo, però, Controvento era riuscita a rivitalizzare l'area e, per quanto possibile ad un semplice “affittuario”, a lavorare per rimettere in sesto i vecchi edifici, come quelli che ospitano il “Bagolaro” e la “Dispensa del Forte”, restaurati a spese della Cooperativa (per centinaia di migliaia di euro), oltre ad aver compiuto tutta una serie di interventi collaterali in ogni area; per il prossimo anno, inoltre, era già in preventivo un altro intervento da 100mila euro per sistemare finalmente le fognature e i bagni, ora vero tallone d'Achille della struttura. Edilizia Privata e Patrimonio, oltre alla Soprintendenza, hanno già dato il via libera per l’installazione delle pareti mobili che, come lo scorso inverno, chiuderanno il “Gatto Rosso”, ma lunedì scadono le autorizzazioni per le attività commerciali: il rischio che il Comune non le rinnovi esiste, una possibilità che porterebbe alla chiusura di uno dei pochi luoghi ancora “vivi” di Mestre.

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