«No alla cabina elettrica a ridosso del Forte di San Nicolò»

Italia Nostra: «D'accordo se serve per gli autobus elettrici, ma crediamo si possa trovare un'alternativa. Quell'area è parte del patrimonio storico e ambientale di Venezia»

Ex caserma Guglielmo Pepe del Lido, archivio

Italia Nostra, come l'Istituto italiano dei Castelli, dice «No» alla realizzazione di una cabina elettrica, da parte di e-distribuzione, a ridosso delle mura cinquecentesche del Forte di San Nicolò del Lido. «L’area - ora di proprietà del Comune, prima demaniale - comprendente anche la caserma Guglielmo Pepe, per cui temiamo una eventuale destinazione alberghiera - scrive Italia Nostra - costituisce preziosa testimonianza della storia militare veneziana, che deve essere valorizzata nel pieno rispetto delle sue importanti valenze storiche e ambientali».

La cabina verrebbe installata per l'elettrificazione dei futuri autobus. «Vanno benissimo - commenta Cristina Romieri della sezione veneziana di Italia Nostra -  Ma può essere trovata soluzione alternativa, non proprio vicino ai bastioni». Si tratta, spiega l'associazione dell’unico tratto superstite delle mura del Forte, testimonianza di cortina muraria tardo medievale-rinascimentale, rara nel nostro Comune. A tutti i veneziani è nota la presenza dei “Do Casteli” (San Nicolò e Sant’Andrea), celebrati anche nel canto popolare Peregrinazioni lagunari. «Non crediamo difficile trovare un'alternativa per il posizionamento della cabina che salvaguardi l’interezza della veduta e della fruizione delle mura».

La proposta di deliberazione per la cabina, in discussione alla VII commissione del Consiglio comunale, prevede la vendita di una porzione dell’ex campo di addestramento del reggimento Lagunari Serenissima di San Nicolò del Lido alla ditta e-distribuzione, allo scopo di realizzare una cabina elettrica, con il posizionamento del relativo trasformatore. «Essendo Venezia completamente priva di mura - scrive Andrea Grigoletto dell'Istituto italiano dei Castelli - ed essendo rimasti solo lacerti delle mura del Castelnuovo di Mestre, si tratta degli ultimi cimeli. Esempi notevoli si possono trovare a Chioggia, nel Forte San Felice, ma fuori del territorio comunale».

Il 15 aprile scorso, in occasione dell'ultima commissione sulla proposta di delibera, Grigoletto aveva anche denunciato l’impossibilità di parteciparvi, in quanto convocata in via telematica e riservata ai consiglieri comunali. Problema, l'ultimo, a cui è stato posto rimedio perché commissioni e consigli saranno trasmessi in streaming dalla settimana prossima.

Cenni storici

La zona in questione è una delle più importanti aree strategiche fortificate europee che comprende tutta la parte settentrionale dell’isola di Lido, all’interno della quale insistono numerosi edifici militari. Fin dal 1100 si ha testimonianza a San Nicolò di Lido di una torre la cui costruzione pare edificata su precedenti strutture militari, e la cui funzione si associava probabilmente ad un uso a faro, posto a segnalare l’ingresso del porto.

Nel dodicesimo secolo è anche già testimoniata, nella stessa area, la presenza di una fortezza che comunemente assume il nome di “Castelvecchio” da quando, nel XV secolo, nell’isola di Sant'Andrea si iniziò la costruzione del “Castelnuovo”, destinato ad assumere le forme attuali per opera del Sanmicheli nel corso del ‘500. Il luogo attorno al “Castelvecchio”, destinato sempre a funzioni militari, muterà ripetutamente aspetto nel corso dei secoli. Tra il 1591 e il 1595 viene costruito al suo interno il Quartier Grande dei soldati (in seguito ribattezzato Caserma Guglielmo Pepe) per accogliere le milizie da mar della Serenissima.

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