Forum internazionale dei sindaci: tante lingue per parlare di sicurezza

Conclusa stamattina a palazzo Ducale la quarta edizione: “Mille città, milioni di cittadini: un progetto per il nostro futuro”

Il sindaco Brugnaro e gli altri

Quarta edizione del Forum internazionale “Mille città, milioni di cittadini: un progetto per il nostro futuro”, le conclusioni stamattina, 2 settembre, a palazzo Ducale a Venezia. I sindaci, o loro rappresentanti, di varie città del mondo hanno affrontato quest’anno il tema della sicurezza urbana: «un aspetto trasversale – ha detto il sindaco Brugnaro – e ognuno di noi avrà qui l’occasione per parlare della sua esperienza e ascoltare quella delle altre città, cogliendone spunti utili al proprio lavoro. In questo modo possiamo costruire un percorso di ascolto e amicizia».

Lisbona

Il forum è stato aperto da Fernando Medina, sindaco di Lisbona (Portogallo), che ha illustrato il progetto di poliziotto di quartiere: «Lisbona è la terza città più sicura al mondo – ha spiegato Medina – e questo risultato è stato possibile anche grazie alla vicinanza che si è instaurata tra forze dell’ordine e cittadini. Il poliziotto di quartiere ascolta le persone e i loro problemi e si crea così un clima di collaborazione e un diffuso senso di sicurezza».

Anversa

L'intervento di Tom Verbelen, direttore delle Relazioni estere e degli Affari internazionali di Anversa (Belgio), si è concentrato sul sistema di pronto intervento adottato dalla città belga, in particolare in caso di incendio: «L’efficienza e la rapidità delle operazioni – ha precisato Verbelen – si basa sull’utilizzo di tecnologie avanzate e sulla condivisione delle informazioni, ma soprattutto sull’impiego di droni che ci consentono di conoscere in tempo reale quanto sta accadendo, prima ancora di essere sul posto».

Bilbao

La vicesindaco di Bilbao (Spagna), Gotzone Sagardui, ha poi sottolineato come la sua città si possa accomunare a Venezia per la presenza di numerosi turisti e quindi per la difficoltà di gestione della sicurezza urbana anche in relazione all’elevato numero di visitatori: «Da quando non abbiamo più il problema del terrorismo dell’Eta – ha osservato Sagardui – il numero di turisti è aumentato. Il nostro obiettivo ora è quello di far crescere il senso di sicurezza facendo conoscere l’operato delle forze di polizia, creando una struttura di condivisione e partecipazione».

Braga

Altra città del Portogallo che punta sulla condivisione delle informazioni e la diffusione del senso di sicurezza è Braga, il cui vicesindaco, Miguel Bandeira, ha spiegato l’importanza del coinvolgimento dei cittadini e dell’attività di prevenzione: «Investire nel sociale e nell’integrazione  – ha sottolineato – significa ridurre la violenza e la criminalità».

Ekurhuleni

Molto più difficile la gestione della sicurezza urbana per città quali Ekurhuleni (3 milioni di abitanti) in Sudafrica, come ha evidenziato il sindaco Mzwandile Masina, con livelli di disoccupazione del 33% e un enorme divario tra la popolazione ricca e quella povera che vive in condizioni disagiate: «La nostra sfida è quella di gestire gli insediamenti urbani – ha spiegato Masina – le cui situazioni di criminalità sono aggravate dalla mancanza di lavoro e dal basso livello di istruzione dei giovani».

Gablitz e Linz

Realtà molto diversa quella descritta da Michael Cech, sindaco di Gablitz, piccola cittadina nelle vicinanze di Vienna con 6.000 abitanti e un’alta qualità della vita: «Le nostre dimensioni ci consentono un rapporto diretto con le persone – ha precisato il sindaco di Gablitz – e vogliamo che i cittadini siano sempre a conoscenza di quello che facciamo anche in termini di sicurezza, illuminazione delle strade, sistemazione di un marciapiede, ma anche politiche di integrazione e partecipazione». Anche l’altra città austriaca presente al forum, Linz, punta molto sulla prevenzione dei fenomeni di criminalità, come ha spiegato il consigliere comunale Regina Fechter: «Per evitare che i giovani si sentano senza prospettive puntiamo su politiche che diano un futuro occupazionale, la possibilità di avere una casa a prezzi calmierati, asili per i propri figli, incentivare la partecipazione della cittadinanza con iniziative culturali».

Monaco

La qualità della vita è al centro delle scelte operate dal Principato di Monaco, che mira a mantenere un alto standard di sicurezza per residenti e visitatori, durante tutto l’anno e, soprattutto, in corrispondenza di grandi eventi pubblici e privati che si svolgono nel suo territorio di due chilometri quadrati: «Abbiamo ridotto del 10% la criminalità rispetto al 2018 – ha detto il sindaco di Monaco, Georges Marsan – ma ci proponiamo di fare ancora di meglio. Il Principato deve poter contare sulla propria attrattiva, legata anche alla sicurezza e alla qualità della vita».

Mosca e Plyos

Per gestire invece una città di 12 milioni di abitanti, quale è Mosca, la sicurezza passa attraverso la gestione di un complesso sistema di 167 mila telecamere, come ha spiegato il vicedirettore degli Affari esteri e Relazioni internazionali, Ilya Kuzmin: «L’uso delle videocamere, il riconoscimento facciale e l’impiego dei big data – ha precisato – ci ha permesso di individuare il 60% dei crimini». Timerbulat Karimov, sindaco di Plyos, una cittadina vicina a Mosca, con 1.600 abitanti, ha descritto le difficoltà di gestione della sicurezza urbana legate soprattutto ai flussi turistici. Come Venezia infatti affronta quotidianamente gli effetti del turismo croceristico e ha come obiettivo quello della gestione in sicurezza degli eventi, anche a carattere fluviale, che si svolgono durante l’anno e attirano 200 mila visitatori l’anno.

Praga

Tra le 10 città più sicure in Europa, anche Praga (Repubblica Ceca) deve fare i conti con le questioni legate alla sicurezza urbana e mira a tenere sotto controllo, grazie all’istituzione di una centrale operativa e l’analisi dei rischi, due aspetti particolari, come ha indicato il vicesindaco per la Sicurezza e la Protezione ambientale, Petr Hlubucek: «Il nostro centro di controllo serve soprattutto a ridurre il rischio delle alluvioni, grazie anche alla gestione di venti chilometri di barriere mobili».

Israele

Per Ofir Libstein, sindaco di Sha’ar HaNegev, al confine della Striscia di Gaza in Israele, l’emergenza quotidiana è quella dei continui attacchi terroristici: «Il problema da noi non è la criminalità – ha esordito – ma palloncini aerostatici, quelli con cui giocano i bambini per intenderci, che arrivano spinti dal vento e poi esplodono, incendiando varie parti della città. Per questo siamo sempre in allarme, ma cerchiamo di fare nel nostro meglio per affrontare la situazione, avere sia agenti che volontari formati per gestire questi attacchi, e sperare che le cose un giorno possano cambiare».

New York

Parlando di cosa è cambiato nella gestione della sicurezza, proprio in relazione agli attacchi terroristici di New York dell’11 settembre, Daniel Nigro, commissario dei Vigili del Fuoco, ha descritto la situazione della metropoli degli Stati Uniti: «Così come ci ha appena spiegato il sindaco di Sha’ar HaNegev – ha concluso – oggi assistiamo ad un uso sistematico del fuoco, che viene usato come un’arma. C’è bisogno di una formazione continua per sostenere il cambiamento e condividere buone pratiche universali per affrontare il terrorismo e la criminalità».

Venezia

«Sono tanti gli aspetti che concorrono a creare una città sicura e vivibile – ha detto il sindaco veneziano – come il coordinamento continuo tra le forze dell’ordine, la lotta alla criminalità, allo spaccio, ma anche al degrado: per questo riteniamofondamentali la pulizia, il rispetto dei luoghi e delle persone, la sostenibilità ambientale. Citando le esperienze descritte ora dalle altre città devo dire che anche qui, ad esempio, stiamo facendo molto grazie all’impiego delle telecamere e di una centrale di controllo, in grado di raccogliere tutti i dati, ricevere le chiamate di emergenza e coordinare l’intervento delle forze dell’ordine. Per fare tutto questo c’è bisogno di personale. Per questo abbiamo assunto nuovi agenti di polizia locale, armati, che pattugliano la città anche di notte».

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