Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Dorsoduro / Fondamenta Salute

Flashmob di Forza Nuova, 50 imbavagliati contro il divieto

Le "sentinelle silenziose" si sono schierate domenica mattina, fazzoletto in bocca e libri di favole in mano, in risposta alle "fiabe arcobaleno"

In piedi per quasi due ore, dritti e silenziosi, un libro tra le mani e un bavaglio davanti alla bocca, così domenica mattina una cinquantina di membri di Forza Nuova hanno deciso di manifestare il loro disappunto per il divieto del questore al corteo organizzato dall'estrema destra per il 29 marzo. Gli attivisti di FN si sono schierati davanti alla chiesa della Salute, perfettamente visibili dal Canal Grande (tanto che non sono mancati i turisti convinti si trattasse di una qualche manifestazione culturale), sufficientemente lontani l'uno dall'altro perché nessuno potesse parlare di “corteo” e hanno letto in silenzio i testi che si erano portati dietro per l'occasione, nella maggior parte dei casi favole classiche, in aperta contestazione alle “fiabe arcobaleno” che il consigliere Camilla Seibezzi vuole introdurre nelle scuole.

DIRITTO DI POLEMICA – Se i libri nelle mani dei forzanovisti possono essere stati travisati da alcuni osservatori casuali che, come riportano i quotidiani locali, hanno finito con il pensare di assistere ad un invito non convenzionale alla lettura, lo stesso non si può dire dei fazzoletti che gli attivisti tenevano davanti alle bocche: i sostenitori dell'estrema destra, arrivati da tutto il Veneto, hanno voluto in questo modo contestare il divieto del questore, e sono gli stessi organizzatori del flashmob ha spiegare come i bavagli rappresentino la “sospensione della democrazia” e “la libertà di espressione e di iniziative che sono state negate”, quasi rispondendo al presidio “Venezia è antifascista” che sabato ha occupato San Geremia motivando la sua opposizione al corteo di FN “non per ostacolare la libertà di espressione e di critica, ma per contrastare l'incitamento all'odio e alla violenza”; il questore, dal canto suo, aveva impedito il corteo per “motivi di ordine pubblico”, temendo che tra ponti e calli si tornasse a consumare una battaglia urbana tra estremisti dell'una o dell'altra ideologia politica, uno scontro che ora si combatte a colpi di manifestazioni estemporanee, invece che a fendenti di mnganello.

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