menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
La foto postata su Facebook

La foto postata su Facebook

Ragazzo di colore fa il bagno nella fontana, botta e risposta tra Forcolin e Cereser

Il vicepresidente della Regione: "San Donà sempre più lasciata al degrado e al malcostume". Il sindaco: "Prima di parlare si informi. E' un ragazzino di 12 anni, subito rimproverato"

"Ritengo inqualificabile e sconcertante vedere certe immagini che ritraggono piazza Indipendenza con gli extracomunitari che fanno il bagno lungo il corso d'acqua in totale pace e disinvoltura". A parlare è il vicepresidente della Regione, Gianluca Forcolin, esponente del Carroccio. L'indignazione è dovuta a una foto che ritrae un giovane di colore completamente immerso nell'acqua in centro a San Donà. Una scena che ha dato il "la" a una lunghissima sequela di reazioni indignate, dalle più "diplomatiche" a quelle irripetibili. A stretto giro di posta è stato direttamente il sindaco della città del Piave, Andrea Cereser, a prendere carta e penna e rispondere al vicepresidente, spiegando l'accaduto e attaccando il rappresentante leghista per i toni usati: "E' più facile un post su Facebook che una telefonata alle forze dell’ordine o accertarsi sui fatti. E anche un vicepresidente regionale si presta a questo malcostume, prendendosela con un bambino - scrive - Lunedì pomeriggio alcuni dipendenti comunali hanno notato un bambino straniero, di età presumibile tra i 10 e i 12 anni, che faceva il bagno nella fontana di piazza Indipendenza. Non un bel vedere. Un rimprovero, gli dicono di uscire e lui lo fa. Promessa di non farlo più, e il bambino si rimette le scarpe e va via. La cosa finisce lì e io non vengo nemmeno avvertito". 

Insomma, secondo il primo cittadino Forcolin avrebbe omesso di dire che sarebbe intervenuto proprio personale del Comune. Di più: avrebbe accusato senza conoscere i fatti: "Sono io, Gianluca, ad essere sconcertato da questo uso distorto dei social network cui hai dato il tuo contributo - continua Cereser - È un problema serio il fatto che molto spesso la gente pubblichi sui social quello che non va, ma poi non denunci alle forze dell’ordine e non segnali a chi di dovere. Mi capita spesso che un cittadino lamenti di aver segnalato qualche disservizio e il Comune non sia intervenuto. Alla domanda su dove lo avesse segnalato, perché a noi non risulta, la risposta è disarmante: “l’ho postato su Facebook”. Quindi anche a te, caro Gianluca, rivolgo l’appello che ribadisco ad ogni altro cittadino: se hai notizia di qualcosa che non va, segnalalo a chi di dovere, siano esse le Forze dell’Ordine o le autorità preposte. Poi scrivilo dove vuoi, ma prima segnalalo. Perché è facile scrivere su Facebook, più difficile è fare qualcosa". 

Fatto sta che la foto, che effettivamente immortala un comportamento poco edificante, ha subito fatto il giro dei social network: "Davanti al monumento di Giannino Ancillotto, in barba a regolamenti, buon costume e civiltà, c'è chi pensa di essere in piscina o al mare - ha scritto nel suo post Forcolin - Credo che tutto questo sia da condannare e da punire con multe, anche severe. Si è parlato tanto dei mozziconi lasciati a terra, ma credo che questo spettacolo sia poco edificante per una città sempre più lasciata al degrado e al malcostume. La mia non vuole essere una polemica politica, me ne guardo bene, e non è neppure periodo di campagna elettorale, per cui metto le mani avanti rispetto a chi si scandalizzerà per questo mio pensiero. La verità è che questi atteggiamenti non devono essere permessi, l'integrazione parte anche da queste piccole regole del viver civile, non ho mai visto un sandonatese a "bagno maria" in Piazza Indipendenza. Se queste sono le risorse, come le chiama la sinistra, credo che di strada se ne debba fare ancora molta".

Alcuni commenti a questo post hanno particolarmente indisposto il sindaco Cereser, e vengono elencati nella sua lettera aperta: "Cito alcune frasi - spiega - "mettiamo i piranha”; “e dopo se lo picchio sono anche razzista”; “bisognava prenderlo e buttarlo nel Piave con una pietra al collo”; “ci vorrebbe un bel rastrellamento come ai vecchi tempi”; “doveva puzzare tanto per mettersi a mollo”; “dargli fuoco e asciugarli con la benzina”. E questi sono quelli riferibili. Ce ne sono di più offensivi. Tutti contro un ragazzino di dodici anni".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

L'assist del comandante: «Sì alle uscite nel rispetto delle regole»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeneziaToday è in caricamento