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Centinaia di farsi foulard Versace in vetrina, un negoziante nei guai

Si tratta di uno dei risultati più eclatanti dei controlli della task force anticontraffazione della Finanza a Venezia. Scoperto deposito abusivo

La task force è già attiva da circa tre mesi. In centro storico soprattutto, ma, nel caso si renda necessario, anche in terraferma. E' il team interno al I Gruppo della guardia di finanza di Venezia nato con lo scopo di contrastare la produzione e il commercio di prodotti contraffatti. Non solo per strada, ma, come si vedrà, anche tra i regolari negozi della laguna. Dal mese di agosto, secondo le fiamme gialle, sono stati effettuati circa 120 interventi, soprattutto nelle zone di maggior afflusso turistico (area marciana, Rialto e Strada Nova). Una piaga che continua ad approfondirsi in città anche dopo il pienone estivo, nonostante le multe introdotte dall'amministrazione commissariale anche nei confronti degli acquirenti (cinquanta euro di sanzione per chi viene sorpreso ad acquistare merce irregolare o lucchetti d'amore).  

Vista la loro tipologia, i controlli sono stati effettuati da pattuglie in borghese e in divisa, nella massima discrezione. Sfruttando informazioni raccolte con attività di intelligence: è utile infatti andare a colpire il venditore "finale", ma è ancora più importante stroncare tutta la struttura che si nasconde dietro. Ingente e ramificata. I risultati non si sono fatti attendere: nelle vicinanze di riva degli Schiavoni i baschi verdi hanno messo nel mirino un continuo viavai di extracomunitari nelle vicinanze di un condominio. I controlli nei giorni scorsi hanno portato al sequestro di un deposito di merce contraffatta, pronta per essere messa in vendita poco più in là. Denunciato un cittadino di nazionalità bengalese sui trent'anni, che aveva regolarmente preso in affitto lo spazio. La particolarità dell'intervento risiede anche nel fatto che oltre alla merce irregolare (soprattutto pelletteria in genere) sono state trovate numerose etichette dei marchi più prestigiosi: Chanel, Prada, Gucci. Insomma, i grandi marchi della moda. Il sospetto delle forze dell'ordine è che quindi quel deposito costituisse non solo un luogo dove nascondere la merce, ma anche per ultimare gli ultimi passaggi prima dell'effettiva vendita.

Questo tipo di prodotti, però, non solo si annidano ai lati delle calli o sui ponti. Fanno capolino anche tra le vetrine di alcuni negozi del centro storico: le fiamme gialle, infatti, hanno requisito alcune centinaia di foulard con il marchio "Versace" in bella vista in un esercizio commerciale nel sestiere di San Marco. Si trattava di merce irregolare, cosicché per il titolare dell'attività è arrivata una denuncia. Poi arriverà anche una maxi multa. Le indagini continuano per stabilire dopo entrambi i sequestri da dove arrivassero i prodotti contraffatti (il negoziante si è giustificato affermando di non essere a conoscenza del problema).

Questi sono solo i due casi più eclatanti dell'azione della task force: in tutto sono state 47 le persone segnalate alla Procura, mentre sono stati 14mila i pezzi tolti dal mercato. Sia per il fatto di essere falsificati, sia perché non sicuri o non aderenti al Codice del consumo.

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