Venezia e il turismo di massa, Franceschini: "E' il momento delle scelte, servono soluzioni"

Il membro del governo alla Columbia University: "Davanti a un problema di troppe persone a Venezia e in parti di Firenze e di Roma bisogna studiare come regolamentare il loro numero"

Continua a tenere banco la querelle riguardante il turismo di massa nelle grandi città d'arte italiane. Lo fa al di qua e al di là dell'oceano, visto che a parlarne, per l'ennesima volta, è stato il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini durante un incontro alla Columbia University.

Franceschini

Giovedì, dunque, il membro del governo Gentiloni ha dichiarato che trovare una soluzione ai flussi turistici che soffocano alcuni dei gioielli del Belpaese è una priorità: "Davanti a un problema di troppe persone a Venezia e in parti di Firenze e di Roma bisogna studiare come regolamentare il loro numero, perché ne va della loro sicurezza e della tutela del patrimonio - ha spiegato Franceschini - Avere mille persone o centomila persone a Fontana di Trevi, a Piazza San Marco o a Ponte Vecchio non è indifferente". Tanto più che secondo il ministro, ma lo dicono anche le massime organizzazioni mondiali, il turismo in Italia crescerà in modo "enorme" e in modo "strutturale" nei prossimi decenni. Per questo motivo l'imperativo è di avere il coraggio di scegliere.

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Le misure del Comune

Al termine di un'estate particolarmente "cafona" il Comune di Venezia ha approvato una maxi delibera con una serie di linee guida tese a modificare i flussi in centro storico, valorizzando itinerari alternativi rispetto alla direttrice piazza San Marco e Rialto. In questo senso è allo studio l'opportunità di istituire nei giorni di massima affluenza una sorta di numero chiuso in area marciana. Intanto sui social i canali istituzionali di Ca' Farsetti segnalano i giorni in cui è più agevole passeggiare per Venezia con i colori del semaforo. Se il giorno sul calendario è rosso, forse è meglio posticipare o anticipare la visita. 

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