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Francesco Moraglia

Francesco Moraglia

Moraglia e i profughi di Lampedusa "L'Italia chieda aiuto all'Europa"

Per il patriarca serve che la Penisola si mostri compatta e bussi alla porta dell'Ue, ma non si deve dimenticare l'accoglienza umana

Dalle stesse premesse, conclusioni diverse. Continuano infatti i commenti delle varie personalità venete sull'imminente arrivo dei migranti di Lampedusa a Jesolo, e se martedì mattina è stata la volta del governatore Luca Zaia, che ha dichiarato come quelle persone “non siano un problema nostro”, nel corso del pomeriggio è toccato al patriarca veneziano Francesco Moraglia. Il leghista e il monsignore, in realtà, partono da considerazioni simili: entrambi puntano il dito contro l'Europa, accusata di non aiutare il Belpaese a gestire l'emergenza profughi, ma se il politico del Carroccio sembra volersene solo “lavare le mani” (Zaia ha detto che il Veneto ha già fatto molto e che ora tocca agli altri: l'immigrazione, sostiene il governatore, non è un problema del Nordest), Moraglia vorrebbe invece che dai problemi sociali e dai grovigli normativi si uscisse ponendo l'accento sulla solidarietà e sull'accoglienza umana.

DITO PUNTATO – Moraglia comunque non risparmia le parole taglienti quando guarda verso Bruxelles: ''L'Europa – sostiene il monsignore - è molto attenta su certi temi che stanno particolarmente a cuore alla finanza e all'economia e sembra lasciare sola l'Italia a presidiare nella solidarietà il confine sud-europeo. Credo che l'Italia debba intanto fare il possibile per creare anche una prima accoglienza umana, affinché non si ripetano più quegli episodi intollerabili che abbiamo visto - ha spiegato Moraglia - poi deve bussare all'Europa chiedendo veramente un intervento politico. Lo stesso Papa Francesco nel discorso di quest'anno a Lampedusa cita l'enciclica 'Caritas in Veritate' di Benedetto XVI, dove si parla proprio della politica come di quella realtà che deve farsi carico dei problemi”.

NON DIMENTICARE - “Io - ha proseguito il patriarca - citerò nell'omelia della messa per la centesima giornata dei migranti di domenica 19 gennaio a Mestre l'immagine dei lampedusani che accoglievano anche fisicamente chi stava rischiando di naufragare a poche decine di metri dalla riva italiana. Però - precisa Moraglia - aldilà di questo, un credente e un uomo in generale non può fermarsi solamente davanti ad un'iniziativa personale, ma ci vuole un'iniziativa politica. Su questo l'Italia deve essere solidale, non dividersi''. ''Evidentemente ci sono dei fatti che suscitano scalpore nelle prime 48 ore dal loro avvenimento, però poi c'è la dimenticanza. Credo che la cooperazione internazionale e la politica dell'Europa siano le prime cose su cui l'Italia dovrebbe battere alla porta europea'' ha concluso.

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