Traffico fraudolento di benzina e gasolio: 1,2 miliardi di evasione fiscale all'anno

Prezzi al consumatore più competitivi aggirando Iva e accise. Gli operatori regolari gettano la spugna. Zanon: «Difficoltà enormi per i piccoli imprenditori». Si riforniscono organizzazioni criminali con fatture inesistenti

Traffico internazionale fraudolento di prodotti petroliferi: ogni anno 1,2 miliardi di euro di evasione fiscale in Veneto, regione particolarmente esposta al fenomeno perché terra d’ingresso delle autocisterne provenienti dall’est Europa, e perché non in pochi casi sede di stoccaggio irregolare. Giovedì, 19 dicembre, al Novotel di Mestre ne hanno discusso diversi esperti in materia nel corso di un convegno promosso da Confcommercio Veneto in collaborazione con la guardia di finanza e l’agenzia Dogane e Monopoli. 

Erario

Danno erariale, alterazione del libero mercato, concorrenza sleale. Sono le conseguenze del traffico illegale di benzina e gasolio che, ogni anno, provoca un buco per le casse dello Stato di circa 20 miliardi di euro. Dal convegno a Mestre l’appello del presidente di Confcommercio Veneto Massimo Zanon: «Servono più controlli a garanzia della leale concorrenza e per arginare il danno erariale». Per questo il dibattito è stato anche occasione per ragionare sulle strategie da mettere in atto, in termini di politica nazionale e locale, per contrastare il problema.

Imprenditori regolari

L’evasione dell’Iva e delle accise produce l’effetto di commercializzare prodotti a prezzi molto più competitivi, «creando enormi difficoltà per i piccoli operatori che sottoscrivono contratti di gestione con le compagnie petrolifere tradizionali e si trovano costretti a gettare la spugna - dice Zanon - Servono maggiori controlli, su strada e non solo, per arginare un fenomeno purtroppo diffuso».

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I prodotti e i controlli

«Non necessariamente i prodotti commercializzati in evasione d’imposta sono qualitativamente scadenti – ha sottolineato il tenente colonnello Fabio Marco Vetrano, capo ufficio operazioni comando regionale della guardia di finanza del Veneto – Ciò determina che l’utenza non abbia molta contezza della situazione, perché d’altronde il rifornimento del proprio veicolo è comunque garantito. Ad approvvigionarsi sono organizzazioni criminali che creano filiere illecite con acquisiti e vendite eseguiti con fatture inesistenti. Siamo impegnati per contrastare il fenomeno con attività d’indagine di polizia giudiziaria, perché i controlli tradizionali non bastano più».

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