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Lutto nel mondo dell'arte: è morto il fotografo internazionale Fulvio Roiter

Nato a Meolo 89 anni fa, l'artista è stato uno dei più importanti nel suo genere. Ha girato il mondo in lungo e in largo raccontanto di drammi ed emozioni, sempre con Venezia nel cuore

Venezia perde uno dei suoi cantori in bianco e nero. Con i suoi scatti ha fatto innamorare il mondo di Venezia "ancora di più". Già la città è un gioiello di per sé, ma il fotografo Fulvio Roiter, nato nel 1926 a Meolo, ha avuto la capacità di rendere la bellezza qualcosa di superiore: poesia. Il mondo dell'arte piange la perdita di un punto di riferimento per la fotografia. Fulvio Roiter è spirato all'ospedale Civile lunedì sera dopo alcuni  mesi di malattia. Se n'è andato "serenamente, senza alcun accanimento", ha precisato la moglie, la fotografa belga Lou Embo. I funerali sono previsti venerdì prossimo, a Venezia.

Fulvio Roiter inizia a fotografare a vent'anni poi, nel 1949, aderisce al circolo fotografico "La Gondola" di Venezia. Insieme a Paolo Monti, cui è stato legato da amicizia intensa, scopre gli autori stranieri del gruppo Fotoform. 

Nel febbraio 1953, parte per il suo primo viaggio fotografico, il primo di una lunghissima serie, in Sicilia. La pubblicazione su "Camera", nel gennaio 1954, di alcune fotografie siciliane segna il suo debutto sulla scena internazionale. Ha incarico dalla Guilde du Livre di Losanna di realizzare un libro sull’Umbria di San Francesco. Qui, ai primi di gennaio del 1954, nell’arco di poche ore scatta quattro tra le fotografie più famose della sua intera carriera. Ombrie. Terre de saint-François vincerà il premio Nadar nel 1956.

Nella primavera del 1955 compie, in Mosquito, il giro della Sardegna e, poche settimane più tardi, il primo viaggio in Andalusia, dove tornerà anche l’anno seguente. Lunghi viaggi con Venezia sempre come bussola e "musa". Nella primavera del 1959 parte per il primo viaggio in Brasile, dove resta nove mesi e dove, tra il 1960 e il 1962, tornerà molte volte. Nell’inverno del 1959 lavora in Belgio; conosce la fotografa Lou Embo, che sposerà pochi mesi più tardi. Bruges, uno dei suoi libri più intensi, apparirà nel 1963 per i tipi de L’Arcade.

Tra il 1962 e il 1964 fotografa a più riprese in Portogallo: a Nazarè, un villaggio di pescatori vicino Lisbona; in Algarve, nel Sud; a Madeira. Inizia a collaborare con Atlantis Verlag, con cui realizza innumerevoli libri negli anni Settanta. Viaggia, instancabilmente, in Persia, nel 1964, in Turchia, 1965, in Messico, 1966, in Libano, 1967, in Spagna, 1969, in Irlanda, 1970, in Louisiana e in Tunisia nel 1971.

Tra il 1972 e il 1974, scopre l’Africa equatoriale, con una serie di viaggi in Costa d’Avorio, dove realizza tra l’altro un celebre reportage in un villaggio Senufo; nello Zaire, dove fotografa le danze rituali dei Watussi e i pigmei del monte Hoyo; e in Niger, ad Agades, la porta del deserto. Da questi viaggi hanno origine i suoi celeberrimi libri fotografici.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE ZAIA - “Attraverso ognuna delle sue fotografie Fulvio Roiter ha parlato, ha raccontato, ha descritto, ha trasmesso emozioni. Continuerà a farlo anche adesso che ci ha lasciato, perché i suoi scatti sono immortali e con la sua arte continuerà ad essere tra noi, nel suo Veneto, nel mondo - ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia - Alla sua Venezia e al suo Veneto Roiter ha dedicato amore, attenzione, scatti entrati nella storia, dando uno straordinario contributo a farci conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Non è certo un caso se proprio con un volume in bianco e nero su Venezia, realizzato nel lontano 1954, iniziò la sua favolosa carriera. Roiter – conclude Zaia – ci lascia un’eredità culturale, storica e artistica di valore inestimabile, per la quale non lo ringrazieremo mai abbastanza”.  Messaggi di vicinanza alla famiglia sono giunti anche dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro,  ("Venezia saluta il Maestro della fotografia Fulvio Roiter e abbraccia la sua famiglia") e da vari esponenti della politica e della cultura.

 
 

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