Arino si è fermato per i funerali di Gianluca: "Ora tutto sarà vuoto"

In centinaia per l'ultimo saluto al giovane morto per un incidente. La madre commossa abbraccia la bara. Gli amici: "Non ti dimenticheremo"

C'era tutto il mondo di Gianluca nella chiesa di San Michele Arcangelo ad Arino di Dolo venerdì mattina. C'erano i compagni di squadra del 17enne, c'erano gli studenti che frequentano il liceo Galilei di Dolo, c'erano gli amici di sempre. Il paese della Riviera del Brenta si è fermato per tributare l'ultimo saluto al giovane che ha perso la vita in un tragico incidente stradale mentre si trovava in sella alla sua bicicletta. Tanto che al termine delle esequie in centinaia hanno deciso di percorrere a piedi il tragitto verso il cimitero.

Quasi a voler accompagnare fino all'ultimo quel ragazzo dal sorriso sempre stampato in faccia che se n'è andato troppo presto, quando la vita è ancora tutta da scoprire. Commovente l'abbraccio della madre alla bara, sorretta dal marito. Quelle carezze e quelle lacrime che lasciano trasparire quanto dolore una donna possa provare nell'assistere alle esequie del figlio. Ferite che rimarranno per sempre, anche se gli amici e i compagni di scuola di "Gian" dall'altare hanno promesso a lui prima che a se stessi che "rimarremo accanto ai tuoi genitori e anche al tuo fratellino". Decine i giovanissimi che hanno assistito alla cerimonia, dopodiché, all'uscita del feretro, a uno a uno i palloncini bianchi che tenevano in mano sono volati in cielo. Chi con la casacca dell'Arinese Calcio, la squadra in cui ha militato il 17enne, chi con dei cartelloni in cui era la parola "per sempre" a far capolino più volte.

A indicare che il legame che Gianluca Carleo aveva instaurato con i suoi compagni di vita non è stato spezzato da quel tragico schianto di via Cazzaghetto, a poca distanza dalla chiesa. "Un saggio diceva che non muore chi viene ucciso, muore chi viene dimenticato - ha affermato un compagno di scuola dall'altare - Gian tu non sei morto, perché ti ricorderemo per sempre". In tanti hanno voluto salutare l'amico pubblicamente: "Non avremmo mai pensato di dover scrivere questa lettera. Il tuo banco vuoto, il tuo nome mancante all'appello - ha dichiarato una ragazza - Le giornate a scuola saranno interminabili senza le tue battute e le tue imitazioni. Eri generoso, facevi stare bene tutti con la tua presenza, non capiamo perché una persona come te se ne debba andare. Mandaci un aiuto dal cielo - conclude - ne avremo bisogno".

In centinaia hanno ascoltato queste parole commossi, tanto che la chiesa non è stata sufficiente a contenere tutta la gente che ha voluto partecipare al funerale. Una rappresentanza della guardia di finanza in divisa si è stretta attorno al collega, padre di Gianluca. Presente anche una rappresentanza del Comune di Dolo. "Chiedo a voi giovani - ha dichiarato il parroco don Sergio d'Adam - di cercare riferimenti sostanziali nella vita. Siano educatori, genitori o insegnanti. Cercateli. Gianluca sarà con voi in questa ricerca. Facciamo in modo che la sua estrema voglia di vivere continui a operare in noi". Il parroco ha anche letto una preghiera scritta di proprio pugno dal 17enne ai tempi della cresima. Parole in cui il giovane chiedeva aiuto "per gli esami e per le criticità della vita quotidiana", descrivendo tutto il piccolo mondo di legami e affetti di un ragazzo adolescente. Lo stesso mondo che venerdì è accorso in massa per salutare per l'ultima volta "Gian".
 

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